Viola ha scritto:
La musica non è uno svago, un'evasione. La
musica che "diverte" è cattiva musica.
Bianca ha scritto:
non vorrei essere sarcastica come micamahler, però forse sarebbe utile capire meglio almeno cosa si intende per noia. Ne parlava già Lucrezio nel De rerum natura (se hai un po' di tempo è comunque sempre una buona lettura), ne hanno trattato poi anche molti altri, e non da ultimo un certo Heidegger. In breve la noia è uno stato fondamentale dell'animo, non è semplicemente un'emozione che prova il perdigiorno.
Se ci pensi bene è un concetto (metafisico) che trova il suo corrispettivo in quello (fisico) dell'istinto di sopravvivenza.
La noia è una forza propulsiva che spinge dal vuoto all'azione e alla creazione.
Dire poi che qualcosa che "diverte" è cattivo... potrebbe far quasi paura 😮
Cosa è la noia?
Cosa è il divertimento?
Cosa è la buona e la cattiva musica?
Cari amici, aldilà, dei trattati scientifici e filosofici che, senza ombra alcuna , sarebbe sempre meglio non dimenticare, io penso che tutto sia assolutamente e soprattutto molto legato a quello che è la singola - la nostra - soggettività.
Ne consegue che ciò che è noia per me, ciò che è divertimento per me, ciò che è buona musica per me, non è assolutamente altrettanto per il mio prossimo più o meno vicino o distante.
Ieri sera ero a Imola dove ho assistito e ascoltato un concerto dei Filarmonici dell'orchestra del Comunale di Bologna con Giorgio Zagnoni flauto solista. Le musiche erano di Vivaldi e, posso dire, che l'atmosfera che si percepiva, sia fra noi del pubblico, sia fra gli esecutori era di massimo divertimento.
Sono però sicurissimo che quel divertimento era una prerogativa di persone che condividono, quel tipo di musica e quel tipo di ambiente.
In altre parole non sarebbe stato tale - ma sarebbe stata noia o insofferenza - per chi prova divertimento ascoltando musica di tutt'altro genere. Ma il discorso sarebbe esattamente uguale al contrario.
La musica è divertimento nella misura in cui è tutto ciò che vorremmo e desidereremmo ascoltare nel nostro soggettivo personale. Il piacere, il diletto, il divertimento che io provo ascoltando musica di questo tipo è uguale - o comunque simile - allo stesso che ogni altra persona prova ascoltano altra musica o altri generi musicali.
Ma anche nella erronea - almeno tale la ritengo - ipotesi che si volesse imporre - qualsiasi imposizione è sempre sbagliata - un concetto di supremazia nella musica, è bene tenere presente che anche fra gli ascoltatori -e anche tra gli stessi "addetti ai lavori" o quelli che Adorno mette nella sua prima categoria e su cui ci sarebbe molto da disquisire - di musica antica- classico- contemporanea colta, il diletto, le preferenze, il piacere e il divertimento è ben lungi dall'essere unanime e uguale, verso generi, epoche e compositori che - anche qui erroneamente - ci si ostina a volere tenere uniti sotto un unico tetto.