Non avevo visto, ci siamo sovrapposti per poco...ci guardo 😃
quella era giusto per individuare gli accordi che inequivocabilmente appartengono alla tonalità di Fa maggiore, sono certo che tu non abbia problemi a individuarli;
Il terzo della seconda riga non è un IV minore? (Nella tua ipotesi Dr)
yesss, io l'avrei interpretato così, come un interscambio modale: IV preso "in prestito" dalla scala parallela (termine che peraltro non ho mai amato particolarmente).
Anch'io, anche se ho sempre pensato una cosa curiosa (e un po' contorta): nell'interscambio modale si tende a sostituire un accordo con il grado equivalente della scala parallela, possibilmente a parità di funzione; il che va bene per tutti i gradi tranne che per il settimo (che nella scala minore naturale non ha una funzione esattamente corrispondente al VII della scala maggiore). Per esempio in DØ G7 C∆ possiamo derivare il DØ dal II minore, mantenendo la funzione di preparazione del V.
Ma pensare che F-7 Bb7 C∆ abbia origine da F∆ BØ C∆ è arduo (non impossibile, ma diciamo nell'armonia jazz o pop poco probabile).
La riga 4 mi convince pochissimo A7 puzza di V di D-7 che è il secondo di C maggiore 😉, tocca il quinto...appunto G7 e quel G-7 secondo me è un V-, che si usa pure in ambito classico tutto cadenzando al I (F maggiore)
La mia ipotesi è che il bVII7 possa sì essere interpretato come un puro interscambio, ma anche come continuazione del IV minore, con un semplice movimento del basso, un po' come accade per la sostituzione di tritono. In altre parole se al posto del Eb7 teniamo il Bb- il pezzo non subisce modifiche sostanziali.
La riga 4 mi convince pochissimo A7 puzza di V di D-7 che è il secondo di C maggiore 😉, tocca il quinto...appunto G7 e qul G-7 secondo me è un V-, che si usa pure in ambito classico tutto cadenzando al I (F maggiore)
Forse se la semplifico così rendo più l'idea (immaginiamo che l'originale fosse così, povero Henry, e che le modifiche siano state apportate successivamente):