Ma io sono d'accordo completamente... (anche sul fatto che il Cobra sia... esilarante....)
Quello su cui non sono d'accordo (e non solo io... tutto il mondo accademico) è questa tendenza a fare della musica una "scienza".
Oltre ad essere subdolamente offensivo è oltremodo pericoloso.
Francamente io no so che cosa ci potrebbe essere di così offensivo e pericoloso nel considerare la musica una "scienza"
Vorrei ricordarti che nel Medio Evo essa era compresa nel Quadrivium.
Il suo rapporto con la matematica e la scienza è stato poi ribadito - fra i tanti altri - da Jean-Philippe Rameau e da Pierre Boulez. E dunque mi domando a quale mondo accademico ti riferisci?
Non si potrebbe forse dire più giustamente che la musica per la sua sostanza intrinseca ed estrinseca è il perfetto ponte che lega le materie di tipo scientifico a quello umanistico?
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Celibidache
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Risposta 62 di Celibidache
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danielescarpetti ha scritto:
Francamente io no so che cosa ci potrebbe essere di così offensivo e pericoloso nel considerare la musica una "scienza"
Vorrei ricordarti che nel Medio Evo essa era compresa nel Quadrivium.
Il suo rapporto con la matematica e la scienza è stato poi ribadito - fra i tanti altri - da Jean-Philippe Rameau e da Pierre Boulez. E dunque mi domando a quale mondo accademico ti riferisci?
Non si potrebbe forse dire più giustamente che la musica per la sua sostanza intrinseca ed estrinseca è il perfetto ponte che lega le materie di tipo scientifico a quello umanistico?
Bravissimo Daniele.
Purtroppo l'idea di "Scienza" che era stata presa in causa in quel momento, non consentiva d'intraprendere questa argomentazione.
Inoltre ci si stava lanciando in una crociata contro la filosofia, come se le "materie umanistiche" fossero arbitrarie.
Fermo restando che "filosofia della scienza" non è certo questione umanistica...
Purtroppo in Italia abbiamo pasticciato un pò troppo con le cose serie...
P.s.
Fermo restando che è mio parere che l'Arte al suo culmine trascenda mere categorie come "scientifico" e "umanistico".
Fermo restando che è mio parere che l'Arte al suo culmine trascenda mere categorie come "scientifico" e "umanistico".
«O tu ch ' onori ogni scienza ed arte,
Questi chi son ch ' hanno cotanta onranza
Che dal modo degli altri gli diparte?» . . . [come al solito stiamo andando lontano, vabbè 🙂 ]
Mah.. Daniele,
su cosa ci sia di offensivo e pericoloso nel considerare la musica una scienza, direi che di 'offensivo' non c'è nulla. Di pericoloso invece c'è il fatto che in questo modo la si vede sotto un'ottica per cui a una tale azione corrisponde - scientificamente e certamente! - una sicura e determinata reazione.
Banale esempio compositivo:
Azione > utilizzo di una figurazione cromatica discendente.
Reazione> sentimento doloroso.
Banale esempio esecutivo:
Azione> rispetto assoluto per i metronomi originale.
Però, ti dico, questo pericolo nel vedere la musica, sia a livello compositivo sia interpretativo, come una 'scienza', io lo sento quando si intende il termine 'scienza' e 'scientifico' a livello di linguaggio comune (da cui espressioni come «questo è scientificamente provato..» e simili).
Non certo nel considerare gli aspetti scientifici della musica (vedi i link da te proposti) e nel considerare il termine 'scienza' nella sua accezione più nobile, cioè quello della ricerca del Vero senza la presunzione di avere LA verità già in tasca.
Anch'io condivido il pensiero di Celibidache di come si possa indulgere ancora nel perdere tempo in argomenti sterili di per se ma utili per ampliare il discorso. Discorso OT? Allora diventa puramente statistico .Chi ha vinto il mi o senza mi. Penso che poco importi. Il concetto di filologia musicale si è evoluto nel tempo da sola notazione ad interpretazione ed a comprendere il documento sonoro. Ora partendo dall'incotestabilità che abbiamo notevoli quantità di materiale sonoro di compositori del 900 è altrettanto incontestabile che raramente le opere vengono eseguite come registrate dal compositore e penso ma non ne ho priva che gli stessi compositori abbiano registrato una loro composizione in modo differente alla loro stessa notazione. In merito al fatto che l'arte si discosta dal pensiero filologico abbiamo innumerevoli artisti che ci hanno lasciato audaci interpretazioni veramente geniali. E quindi di quel mi o del pedale non interessa ma ci inonda di immensa gratificazione un esecuzione che ci colpisce nel profondo dell'animo. Forse questo avrebbe voluto l'autore. Uno per tutti Glenn Gould fantasia in re di Mozart.