P.S. Per schematizzare è come se Beethoven avesse detto 70. Ora subentra la soggettività dell'arte, quella cosa che impone all'artista di sentirla un po' più lenta oppure un po' più veloce. Diciamo che ci piace stare tra i 60 e gli 80. Va benissimo qualsiasi infinita flessione: 60,1 - 60,01 - 60,001 - ... . Ma concordiamo almeno sul fatto che 30 sia oggettivamente out of range per il semplice motivo che è completamente fuori dall'idea del compositore ?
- ... . Ma concordiamo almeno sul fatto che 30 sia oggettivamente out of range per il semplice motivo che è completamente fuori dall'idea del compositore ?
Considerando carattere e struttura delle sonate, Beethoven da genio e sordo totale quale era, probabilmente aveva già in mente quali caratteristiche e possibilità si sarebbero raggiunte poi col moderno Steinway da concerto... altrimenti, in fondo, non ci saremmo mai arrivati...
Dubito che lui vorrebbe ritornare al Broadwood... 😃
S
stefano
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Risposta 52 di stefano
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Quindi praticamente una persona sorda che non ha potuto neanche seguire gli sviluppi sonori dei pianoforti della sua epoca avrebbe dovuto addirittura immaginare il suono di un pianoforte di 200 anni più avanti. Mi sembra che si ragioni al contrario!
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Celibidache
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Risposta 53 di Celibidache
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Stefanus ha scritto:
Quindi praticamente una persona sorda che non ha potuto neanche seguire gli sviluppi sonori dei pianoforti della sua epoca avrebbe dovuto addirittura immaginare il suono di un pianoforte di 200 anni più avanti. Mi sembra che si ragioni al contrario!
Esattamente. Ragionare "al contrario" è tipico del genio...
S
stefano
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Risposta 54 di stefano
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Celibidache, lei avrebbe dovuto fare il politico!
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Celibidache
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Risposta 55 di Celibidache
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Stefanus, per me è un complimento... 🙂
Però credo veramente che in testa avesse, non dico l'esatta formulazione, ma l'idea di quello che sarebbe poi stato pianoforte moderno, che non è altro che l'affinamento e la "purificazione" di ciò che si può sentire in quei rudimentali strumenti a lui contemporanei.
Senza contare che la sua completa sordità lo teneva lontano dalle impressioni e dalle abitudini del mondo sensoriale.
In un modo o nell'altro, era costretto a "sognarseli" i suoni e, tutto sommato, è molto più facile immaginare un suono perfetto, ideale, di uno pieno di compromessi come quello di un fortepiano di quel tempo.
T
Tiger
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Risposta 56 di Tiger
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Il negativo di una foto è sempre la stessa foto "al contrario". Non centra nulla la genialità...semmai centra l'anticonformismo o il voler fare il bastian contrario.
Detto questo ho riletto il topic proposto da Frank, in effetti era più facile che Beethoven avesse un pf più vicino a quello moderno che Schumann...non come sonorità ma come meccanica. Sempre se confermato che lui avesse uno dei primi Cristofori
Però credo veramente che in testa avesse, non dico l'esatta formulazione, ma l'idea di quello che sarebbe poi stato pianoforte moderno, che non è altro che l'affinamento e la "purificazione" di ciò che si può sentire in quei rudimentali strumenti a lui contemporanei.
cioè il suono 'ideale' (in senso platonico) del pianoforte?... (se ho ben capito)
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Celibidache
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Risposta 60 di Celibidache
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LucaCavaliere ha scritto:
cioè il suono 'ideale' (in senso platonico) del pianoforte?... (se ho ben capito)
Esattamente Luca... in fondo il poveretto non sentiva niente e la cosa più naturale per la mente umana è creare un suono perfetto, ideale, non certo pieno di difetti.
Chi ce la vede un'hammerklavier suonata su un fragile fortepiano che al primo accordo è già tutto da riaccordare? Anzi, a dire la verità, i "fortepiano" sono tutti decisamente "inaccordabili", visti i loro aspetti progettuali. Ma la fragilità del suono in sé, il carattere...
Già l'attacco della Patetica ha poco a che vedere con gli strumenti dell'epoca e al tempo le nobildonne saltavano il primo tempo per passare direttamente all'adagio cantabile...
Non possiamo esserne certi, ma credo che Beethoven avrebbe accolto con un sospiro di sollievo, per non dire con meraviglia, uno Steinway nuovo di zecca appena uscito dalla fabbrica... (non quelli taroccati e malaccordati che attualmente girano per i concerti)