L. V. Beethoven

Beethoveniani, è uno scherzo ?

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stefano

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Risposta 121 di Thesimon

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Ariccia, RM

Qui si torna al discorso che abbiamo affrontato innumerevoli volte qui sul forum: "Meglio una sinfonia di Beethoven o la società dei magnaccioni ?". Io continuo a restare dell'opinione che asserire la superiorità dell'una rispetto all'altra è solo una questione di buon senso o, se vogliamo portarlo sul campo della scienza (che ha una qualche parvenza in più di oggettivita) di statistica; perché non ci sono parametri estetici oggettivi che ci permettano di stabilire con cognizione di causa che la nona di Beethoven sia migliore. Mi viene un po' in mente il paragone che si potrebbe fare tra la Pamela Andersson di 20 anni fa e Nadia Rinaldi. Chi è più bella ? Io direi la Andersson perché rispecchia il mio stereotipo di bellezza femminile ma se venisse una persona che mi dicesse che tra le due la più bella è Nadia Rinaldi, con quali argomenti riuscirei a dissuaderlo ? Potrei cominciare a difendere la mia tesi dicendo che la Andersson è più magra e lui potrebbe distruggerla dicendo che la donna è più bella se è un po' tonda.

Perché la mia ottica dovrebbe essere corretta e la sua no ? 

Dei segnali però in questo caso li abbiamo e sono quelli ai quali facevo riferimento prima, ovvero uno potrebbe essere proprio la "durabilità".

Mi trovo d'accordo con quello che ha appena scritto Celibidache seppure introducendo una limitazione e precisando che non sono un compositore, non ho mai scritto una nota e dunque non devo difendere la mia categoria. Non capisco la scissione della tecnica dal metalinguaggio più puramente artistico. Io credo che la differenza la faccia chi possiede entrambi. Voglio dire... Dovrà esserci qualcosa che differenzia chi ha studiato da chi non l'ha fatto e spesso il risultato finale dimostra questa differenza. Che poi l'arte non sia tecnica allo stato puro penso che siamo tutti d'accordo ma come recitava un famoso spot televisivo "non c'è potenza senza controllo". Il parallelo lo potremmo fare nel pianoforte. Meglio un pianista tecnicamente perfetto che non sbaglia neanche una nota oppure un pianista che ti cattura grazie alle sue doti interpretative? Io dico banalmente: "meglio uno che possiede entrambi le caratteristiche!". Non penso che nel mondo della composizione ci sia una grande differenza dal parallelo appena esposto. 

Detto questo... Non capisco perché ogni volta che si prende a parlare di musica contemporanea e di estetica musicale deve succedere qualcosa. Vi prego di ritornare in voi e discutere da persone civili senza continuare a giocare a chi ce l'ha più grosso per i seguenti motivi:

1) Mi irrita perché ritengo questa discussione molto interessante e leggere rivalità mi indispettisce perché non solo rovina il clima della discussione ma deconcentra tutti dall'argomento trattato.

2) Sono discorsi sterili che non portano a nulla e dunque non servono a un C***o

3) Generano solo attriti

4) È un atteggiamento che non fa finire mai le cose per il verso giusto

5) È un atteggiameto che mi costringe a chiudere le discussioni onde evitare che la situazione degeneri

6) È un atteggiamento che nei casi peggiori nonostante le mie attenzioni degenera comunque e mi costringe a prendere provvedimenti che non vorrei prendere

ERGO

per cortesia torniamo a discutere civilmente nel rispetto delle reciproche idee altrimenti mi costringete a chiudere il topic. Vi invito alle brutte ad usare la regola... "Se scrivi qualcosa che non condivido, evito di rispondere."

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Risposta 122 di Tiger

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Scusa, certo che parlare dei compositori di oggi come "la società dei magnaccioni" non è molto elegante.

Forse il discorso era: è meglio ascoltare questa cagata di scherzo o un meraviglioso inedito? Mi sembra di leggere che nessuno si riferisse all'inedito della Pausini, è stato pure speso qualche nome...proprio per non fraintendersi. Tant'è però....

Qui la contempranea non centra niente (Del Tredici è neoromantico, Bollani è Jazzista, Morricone fa musica per immagini. Dov'è sta contemporanea?),fra l'altro finita da un pezzo e storicizzata. Si parla di interpretazione del C***o di un brano dell'800 versus un buon inedito... e se non di pari qualità della nona, che ci vada vicino o la surclassi. Se non andiamo ad ascoltare questo benedetto inedito mai si saprà. Giusto per completezza, come ha fatto notare qualcuno alla prima di alcune opere del nostro amato Beethoven, ha preso del macellaio. Eh!? Ma intanto al teatro ci sono andati lo stesso, noi no.Sentiamo la necessità di nasconderci dietro chi sa quali scudi protettivi

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Risposta 123 di OrlandiArmando

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Concordo con Simone, circa il livore; tuttavia osservato da un punto di vista alternativo, trovo straordinario (proprio nel senso che va al di là dell' ordinario) un tale fervore per argomenti del genere, in più evocati da un' interpretazione della Nona tanto sciagurata (pensa che me la aveva regalata in DVD Dominique Prévot, ed è tanto incredibile non oso buttarlo via). La discussione si mantiene su livelli di guardia, e a volte inutilmente li supera.

Giustamente come ribadito da Simone, sarebbe un peccato farsi condizionare da un clima tanto inutilmente acceso, anche perché gli spunti sono veramente interessanti.

AH! con mio sincero piacere (che perdura tuttora)  mi sono sposato nel 1985...  !! e tu Terenzio negli anni '80 eri ancora beatamente e splendidamente in fasce?

Un salutone fraterno a tutti, veramente a tutti di cuore.

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Risposta 124 di Thesimon

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Ma io infatti non l'ho scritto Tiger. Mi fai vedere dove ho paragonato i compositori di oggi alla società dei magnaccioni ? Parlando di oggettività uno cerca di esagerare. Se non riesci ad essere oggettivo neanche quando il discorso dovrebbe essere palese figuriamoci se torniamo a parlare di musica contemporanea. Ecco è proprio a questo che mi riferisco. Se poi ci metti in mezzo l'inedito invece torniamo al mercato. Oggi tu devi sentire quello su cui hanno investito dei soldi... Se l'inedito ha fondi per autofinanziarsi una sua campagna pubblicitaria forse (se veramente coglie l'interesse delle persone) farà strada, altrimenti resterà quello che viene ascoltato da 100 persone e non più.

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Risposta 125 di danielescarpetti

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Non so voi ma io dell'opera 49 e delle sonatine di Beethoven ne faccio volentieri a meno. Vogliamo parlare dell'opera 79? Sulle due Opus 49, nulla da eccepire! Sull'Opus 79, tu che sei un musicista, analizza bene l'apparente docilità che nasconde un'arte raffinata e sapiente soprattutto per quanto riguarda le continue e geniali soluzioni ritmiche. Pensa un attimo a quei tre movimenti che sono certamente asciutti e concisi: ma quanta perizia compositiva c'è dietro? Quanto impegno espressivo? Quella raffinata stringatezza sono la seconda anticipazione - la prima è la Sonata Opus 54 - dell'ultimo periodo beethoveniano. Pensa al quartetto Opus 130 e ti accorgerai che il suo quarto movimento "Alla danza tedesca: Allegro Assai" è il gemello del "Presto alla tedesca" che inizia l'Opus 79 Chiedo scusa perché ancora una volta sarò fuori argomento topic ma, questo discorso qui si è sviluppato. Finalmente su Radio tre stanno mandando in onda la terza fase di lezioni di musica inerente le sonate di Beethoven. Questa mattina Giovanni Bietti ha affrontato l'Opus 79 e ha espresso dei concetti sostanzialmente simili a quelli da me sostenuti, soprattutto in materia di ritmo e di importanza nei confronti del futuro storico musicale (e non solo beethoveniano). Caro Tiger, se hai una mezzora e la voglia di ascoltare, sentirai più organicamente. ampiamente e più tecnicamente un opinione che parla del valore di questa Sonata. Sia ben chiaro ancora una volta: tutto ciò non ha da parte mia il fine di imporre e fare cambiare idee. Ha quello solo di dare la possibilità a chi lo vuole di farsene una sua.

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Risposta 126 di LucaCavaliere

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Caro Daniele

proprio ieri sentivo Bietti parlare dell'op. 79 ... e ti pensavo!

è una sonata che a me piace molto (da tempo). Sarò OT anche io ma ci tenevo a dire che trovo il suo stile il suo modo di parlare di musica molto efficace e pregnante. In questa occasione mi pare poi che abbia dato il giusto peso e il giusto spazio a tutti i movimenti dellìopera in questione.

Lui e Pestelli (e quando c'era il buon Paolo Terni) sono quelli da cui mi aspetto sempre qualcosa di bello e interessante.. Anche si dovesse trattare di Per Elisa.

complimenti a te per le tue ossevazioni sulla sonata... con un mese di anticipo su Bietti !

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Risposta 127 di LucaCavaliere

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danielescarpetti ha scritto:

Allora chiariamo innanzi tutto chi è la gente.

La gente che frequenta un teatro musicale è, in grandissima parte, composta da persone che ascoltano da sempre musica classica e che dunque sa distinguere un'esecuzione di Karajan da quella di Muti e sa scegliere - ognuno in base alle proprie valutazioni soggettive - chi gli piace di più e chi di meno.

L'altra minima parte è composta dagli "occasionali" - chiamiamoli così - che sono attratti dall'evento perché magari c'è la Nona o Don Giovanni o, comunque musiche o opere che hanno un richiamo maggiore rispetto alla norma

Scusa Daniele ma . . . non sono così sicuro che Don Giovanni abbia un richiamo maggiore rispetto alla . . . norma 😃  😆  😆  😃 

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Risposta 129 di danielescarpetti

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LucaCavaliere ha scritto:

Scusa Daniele ma . . . non sono così sicuro che Don Giovanni abbia un richiamo maggiore rispetto alla . . . norma 😃  😆  😆  😃

Altri tempi .... altri tempi, caro Luca. E soprattutto ... altra Norma . 😍

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