"Musica COLTA dei nostri giorni".
Asserzione di seminale importanza che apre le porte alla radice del problema: quando la musica diviene "colta"?
Quando la "musica" diviene "Musica"?
Forse quando la scrive un "dottore" in un'accademia pensando ad Immanuel Kant?
Oppure quando è intrisa di speculazioni matematiche e di fisica delle particelle?
Ad essere sincero, tutto questo mare di speculazioni che osservo tanto sui forum quanto fuori tra "gli eletti" (sono le stesse da quando esiste il mondo), credo sia l'environment più distante (e nocivo) per la produzione della vera opera d'arte.
Per questo che "i grandi" sono sempre così in pochi... (e sempre descritti come caratterialmente insopportabili)
Che lo si voglia o meno (non tutti accettano la verità delle cose...anzi, c'è chi dice ancora che la verità non esiste...),
la creazione artistica non è un evento puramente e semplicemente intellettuale. Non tutto è spiegabile, non tutto è riconducibile a qualcosa di esatto, a una formula, a una misurazione, a una frase chiara e comprensibile in ogni aspetto.
In sostanza, senza mistero, senza l'inesprimibile, senza "metalinguaggio", non c'è Arte, ma solo tecnica.
Anzi, psicologicamente parlando, l'attività che concerne le "arti" è (ratio brevis...) una linea di comunicazione, un ponte, un collegamento tra le attività intellettuali e razionali con quelle diversamente inconsce.
Per esprimerlo più junghianamente, lo "spirito" (che è il luogo entro cui avviene il nostro processo di creazione artistica) è il punto d'incontro/di mediazione tra intelletto (il pensiero razionale) e l'anima (che è il nostro atteggiamento personale verso l'inconscio).
Di conseguenza è inevitabile che la creazione avrà sempre una compenetrazione d'elementi intellettuali con altri di natura emotiva.
Quindi, se riconduciamo la musica ad un solo fatto tecnico o "esteticamente teoretico" dimostriamo, contro tutta la nostra sterminata cultura tecnica in merito alla musica, di non aver ancora colto il senso, il significato profondo, la natura e la finalità dell'Arte stessa.
Inoltre, se dimostriamo di non essere emotivamente maturi (cioè disposti e abituati a vivere tutta l'umana gamma di emozioni) difficilmente riusciremo mai a produrre arte che venga, nel bene o nel male, ricordata nel tempo.
Per questa ragione alcuni compositori, tutt'altro che mentalmente sani, sono ricordati tra i più grandi... La loro insanità apriva quelle porte che l'uomo medio rifiuta e teme di aprire.