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Come componete?

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campanella700

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Messaggio iniziale di campanella700

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Salve a tutti ragazzi, una domanda...
Mi pare d'aver capito che in questo forum ci sono studenti, compositori ma anche semplicemente amanti della musica; la domanda è per la 2ª categoria 🙂

Come componete?
Come riuscite ad arrivare al traguardo finale del "completare" la composizione? Qual'è l'incipit da cui tutto parte: un tema? Un' idea? Come sviluppate il tutto?...

Non conosco questa materia o questo processo (la composizione): è vostra prassi costruire il brano sullo strumento oppure "la scrittura" della musica avviene direttamenente sul pentagramma o attraverso qualche software?
Voglio dire, avviene "direttamente" sullo strumento o questo processo si può costruire (dopo ad esempio aver studiato la materia) senza il necessario bisogno dello strumento e questo quindi viene usato solamente per ascoltare il risultato finale? Per "correggere", eventualmente, più che per "comporre" ecco....

Grazie mille per le vostre risposte 🙂

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Risposta 2 di Dante

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Disaccoppierei le esigenze editoriali da quelle compositive, tutt'ora c'è chi opta per il manoscritto e c'è chi opta per programmi di notazione musicale (Finale, Sibelius, Dorico, etc.).

Premesso questo, direi che il metodo compositivo è personale e spesso legato anche al risultato sonoro che si vuole ottenere...per cui dipende 🙂

Se vuoi usare un grattato di un violoncello, come farsti usandp il pianoforte o il Sibelius di turno? O sei violoncellista oppure gioco forza, devi usare l'oreccho...ma questo vale pure se devi scrivere un corale nello stile bachiano

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Risposta 3 di AbateFaria

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Qualche spunto;)

https://www.pianoconcerto.it/forum/index.php?/topic/2766-luso-del-pianoforte-nel-processo-compositivo
https://www.pianoconcerto.it/forum/index.php?/topic/3410-processo-creativocompositivo-basico-basico
https://www.pianoconcerto.it/forum/index.php?/topic/3871-cosa-comporre
https://www.pianoconcerto.it/forum/index.php?/topic/2504-elaborazione-narrativita-e-conseguenzialita-nella-musica
https://www.pianoconcerto.it/forum/index.php?/topic/2062-il-grande-problema-della-creativita

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Risposta 4 di campanella700

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AbateFaria ha scritto:

Grazie mille per gli spunti e mi scuso se non li ho trovati io stesso ma mi è sempre difficile riuscire a trovare topics dei vari argomenti tra tags e altro; grazie ancora 🙂

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Risposta 5 di AbateFaria

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campanella700 ha scritto:

Grazie mille per gli spunti e mi scuso se non li ho trovati io stesso ma mi è sempre difficile riuscire a trovare topics dei vari argomenti tra tags e altro; grazie ancora 🙂

Figurati...li ho linkati per agevolarti la ricerca. Ho riletto un paio di topic ed oggettivamente sono un po' dissanguanti 😃

Scherzi a parte, si affrontano seriamente tante questioni

Risposta 6 di Autore storico

Ciao Campanella700,

Se può esserti utile, ho appena pubblicato un post su come comporre musica al pianoforte.
Puoi leggerlo per esteso a questo link: 

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Risposta 7 di pianoexpert

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rocca di papa

Se mi è permesso vorrei riportare un poco la discussione su un altro piano. Premetto che non sono un compositore. Sono solo diplomato in pianoforte ( anzi oggi si direbbe laureato, secondo il vecchio ordinamento) e quindi ho sostenuto soltanto l'esame di armonia complementare, come tutti i pianisti. In seguito ho studiato un programma di 4° di armonia principale, che però non ho sostenuto. Sia nel corso complementare che principale è "cosa" abbastanza primitiva saper armonizzare una melodia o un basso, prima per iscritto e poi, magari al pianoforte, sempre osservando le principali, poche e "sane" regole che vanno a far parte del nostro DNA di musicisti( no quinte e ottave parallele, la terza non si omette e non si raddoppia, la quinta si può raddoppiare e si può omettere ecc..)Poi scopriamo che su ogni grado della scala può esserci un accordo e che con questo sufficiente "giochetto" possiamo usare la "scala armonizzata"....poi possiamo valutare e classificare gli accordi di settima, inquadrando tutto in una armonia più ricca ecc..Se sconfiniamo nelle sonorità del '900 ...addirittura tutto si frantuma, cadono le gerarchie armoniche e le Monarchìe....La tonica non è più il Re, la dominante non è più il primo ministro, la terza dell'accordo ( che decide il modo) non è più la regina e.....la sensibile ...non è più l'amante del Sovrano. Addirittura in altre modalità applicative dell'armonia moderna, nel jazz, compaiono none, tredicesime e via dicendo, che insaporiscono il piatto delle melodie datate e rivisitate per l'ennesima volta. Addirittura nel Blues qualche nota della melodia diventa incerta, oscillante, danzante, vibrante, specie nella voce umana e/o negli strumenti ad intonazione non fissa. La Musica, come ben metaforizza Massimo Mila, da ragazza tutte gambe e con poche forme, diviene una interessante donna matura, con grande fascino ed eleganza.

Questa mia noiosa premessa per sostenere che siamo in un'era della Musica dove bisogna rinunciare al "banale" e davvero non confonderlo con la "semplicità". I vari Allevi ed Einaudi pensano di imporre una Musica semplice e alla portata di tutti e chi si affaccia ad assaggiare la loro musica finalmente la trova accessibile. Ovviamente si impara presto e si pensa  che la banalità e la ripetizione esasperata delle figure musicali apra finalmente nuovi orizzonti. In aeroporto, in stazione, all Musikmesse di Francoforte...si sente provare a suonare spesso "le onde" di Einaudi...direi quasi, osservando il pianista, con un impegno e un "trasporto" simile a quello prodotto da una ballata di Chopin. Fenomeno dilagante e furbescamente commerciale, questo: far credere di dire qualcosa di facile e di interessante diretto principalmente chi si avvicina per la prima volta alla Musica. Io vedo in queste operazioni diversi svantaggi socio-culturali. Innanzitutto un allontanamento dalle vere conoscenze della Musica e dell'Arte. Una confusione seminata nelle nuove generazioni di aspiranti musicisti e nel pubblico. Una rinuncia a comprendere o almeno ad affacciarsi allo studio delle strutture musicali, in qualsiasi modalita esse si presentino, ( classica, pop, rock, jazz ecc..)per abbracciare proprio la " facile banalità"

Bisogna considerare la necessità di avere a disposizione i "tools", gli arnesi e avere le conoscenze per usarli. Quindi è difficile o quasi impossibile suggerire ad un semplice "amante della musica" come concludere" una composizione"o come gestirla o come iniziarla ecc. Non basta applicare una ricetta o una sequenza di operazioni, come per pilotare un aereo non basta un pilota vicino a noi che ci dice quali bottoni e leve dobbiamo usare per tirare giù quel "bestione"....senza rischiare di farci male. Auspico invece un sempre maggiore avvicinamento allo studio e ai Maestri che possano trasmettere nozioni e conoscenze (anche non sempre strettamente accademiche) e soprattutto possano infondere e trasmettere, a dispetto del "fai da te", le loro preziose esperienze.

Non me ne vogliate per queste mie "consolidate" convinzioni.Grazie di avermi letto così a lungo

Buono studio a tutti

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