Un saluto a tutti.
In generale vi sono alcune concatenazioni caratteristiche in Fauré (alcune anche in altri autori) legate a questi temi:
- legame armonico tramite nota/e comune/i con possibile defunzionalizzazione dei singoli accordi
- utilizzo di accordi con sesta aggiunta (specie sul IV)
- relazioni V-II e II-IV (non così comuni in altri autori)
- utilizzo di accordi derivanti da moti contrappuntistici (magari cromatici)
- utilizzo di triade aumentata con significato "sospensivo"
- cadenza caratteristica (avevo iniziato una discussione sul vecchio forum finita male...) e particolare interesse in generale verso le cadenze plagali, anche con varianti sia di stato sia di note aggiunte/cromatiche.
Nell'opera in questione, rispetto a quanto già indicato da AleGozzo, io vedrei:
- batt.7-10, una modulazione transitoria al III (si-) con armonie di VI=IV6 (b.7), I46, IV con sesta aggiunta che fa "cadenza di Fauré ammorbidita" (manca la sottotonica), I con appoggiatura 6-5 che poi torna al V di Sol
- batt.11-13, linea interna Sol-Fa naturale-Mi che non provoca modulazioni, solo colore
- a b.19 il cambio di modo con utilizzo del legame I-III (visto già in ottica di Fa maggiore è II-IV), che poi con la sesta aggiunta a b.22 diventa davvero IV di Fa maggiore con conseguente I46 alla b.23; il successivo cromatismo do-do# e relativa triade aumentata riporta verso il V di Sol
- alla cadenza d'inganno a b.27 segue poi un momento di "bassi plagali" che porta alla 31-32 al Sol comune che lega gli accordi ben indicati da AleGozzo