L. V. Beethoven

Festival BeeThOven

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Azzurro

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Risposta 121 di RedScharlach

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Giusto per chiarire: Chailly ha fatto benissimo a incidere Beethoven.

Quello che mi stupisce - e un poco mi affligge - è la necessità di acquistare l'ennesima integrale delle Sinfonie, quando a casa ne abbiamo magari già tre o quattro, o dieci. Mi sembra in fondo una forma di feticismo. Intendiamoci, ci sono passato anch'io: per un po' di tempo, ho comperato tutte le incisioni dell'Arte della fuga che trovavo in giro. Ma arrivato a ventitre anni mi sono reso conto che alla fin fine preferivo suonarla al pianoforte (per quanto male!), oppure studiare lo spartito... Lo stesso vale per Beethoven (anzi adesso mi sa proprio che vado a suonare per l'ennesima volta l'op. 31 n. 3!).

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Risposta 122 di LucaCavaliere

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Caro Red...

non stupirti e non affliggerti, visto che, in fondo, ci sei passato anche tu sull'Arte della fuga 😉 e hai fatto bene.

E adesso che dici che vai a rivangare l'op. 31 n. 3... che dire?... Per me fai bene. La vita è breve e ci affezioniamo a "qualcuno" più che a "qualcun'altro"... 🙄 è così.

Riguardo a Chailly, al trionfo del marketing... che posso dire?

Fino a pochi anni fa Chailly era qui a Milano a dirigere l'Orch. Verdi, e io ero contento. Ora è a Lipsia, e buon per lui. il "suo" Beethoven ascoltato dal vivo mi piaceva molto, ma consutando la sua discografia mi spiaceva che non avesse inciso niente di Beethoven. Quando sono uscite le Sinfonie per me è stato bello.

Anch'io avevo già le mie integrali del passato (tre)... e non è che in tutte le sinfonie dell'integrale da poco incisa Chilly mi entusiasmi... Ma questo è un altro discorso.

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Risposta 123 di Frank

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LucaCavaliere ha scritto:

a mio avviso si può vedere solo dopo almeno venti o trenta anni. Quindi, nella mia ottica, non è possibile rispondere.

Vasco è in giro da un bel po'... 🙂

Penso che Rotore abbia centrato un po' il problema, non si parla dei miti Romantici ... ma di miti più moderni ma probabilmente effimeri allo stesso modo.

Secondo voi cos'è un mito?

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Risposta 124 di LucaCavaliere

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é vero Frank:

Vasco è in giro da un bel po' (ci ho pensato dopo) ed effettivamente un mito lo è diventato.

Sfilate via Vasco dalla mia domanda a Rotore.

Cos'è un mito?... Bella domanda.

Secondo me è un prodotto di 'cristallizzazione' che avviene attorno a una figura storica o un perido storico (a volte anche una terra) per cui ciò che è reale diviene emblematico di qualcosa di ideale, di grande... qualcosa che si presta alle più varie interpretazioni e rivisitazioni attraversando a volte anche i millenni.

E questo avviene con il contributo di molti, per lo più inconsapevolmente.

Per me il mito è come una feritoia affascinante che si apre su un apetto del mondo (quello che personalmente più mi attrae è il mito di Odisseo)... è un'mmagine seducente da cui poi - adulti - ci si potrà anche emancipare. Ma il mito resta un cosa seria: terribilmente seria e... seducente.

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Risposta 125 di Tiger

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Essendo sintetici al massimo:

Frank ha scritto:

Secondo voi cos'è un mito?

Qualcosa di irraggiungibile.

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Risposta 126 di danielescarpetti

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RedScharlach ha scritto:

Giusto per chiarire: Chailly ha fatto benissimo a incidere Beethoven.

Quello che mi stupisce - e un poco mi affligge - è la necessità di acquistare l'ennesima integrale delle Sinfonie, quando a casa ne abbiamo magari già tre o quattro, o dieci. Mi sembra in fondo una forma di feticismo. Intendiamoci, ci sono passato anch'io: per un po' di tempo, ho comperato tutte le incisioni dell'Arte della fuga che trovavo in giro. Ma arrivato a ventitre anni mi sono reso conto che alla fin fine preferivo suonarla al pianoforte (per quanto male!), oppure studiare lo spartito... Lo stesso vale per Beethoven (anzi adesso mi sa proprio che vado a suonare per l'ennesima volta l'op. 31 n. 3!).

Scusami se insisto!

Il feticismo è quando si compra di un'opera - o come in questo caso di un'integrale - tutto quello che il mercato passa a prescindere dall'importanza.

Voglio dire: delle integrali delle sinfonie di Beethoven ne sono state incise - ricordiamoci a tal proposito che la musica del passato, vive solo in funzione dell'interpretazione, interpretazione che è sogettiva a tal punto che si parla delle sinfonie di Beethoven in relazione al loro direttore e all'anno d'incisione - e di queste molte sono francamente inutili, nel senso che non hanno - nel bene e nel male - nulla di nuovo da dire. Difficilissimo è oggi, dopo una discografia così cospicua aggiungere qualcosa di non detto sulle sinfonie beethoveniane: ma Chailly l'ha detto! Eccome se l'ha detto! Dunque è indispensabile nella discoteca di un beethoveniano e anche di un ascoltare appasionato di musica classica 🙂

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Risposta 127 di danielescarpetti

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Frank ha scritto:

Vasco è in giro da un bel po'... 🙂

Penso che Rotore abbia centrato un po' il problema, non si parla dei miti Romantici ... ma di miti più moderni ma probabilmente effimeri allo stesso modo.

Secondo voi cos'è un mito?

LucaCavaliere ha scritto:

é vero Frank:

Vasco è in giro da un bel po' (ci ho pensato dopo) ed effettivamente un mito lo è diventato.

Sfilate via Vasco dalla mia domanda a Rotore.

Cos'è un mito?... Bella domanda.

Secondo me è un prodotto di 'cristallizzazione' che avviene attorno a una figura storica o un perido storico (a volte anche una terra) per cui ciò che è reale diviene emblematico di qualcosa di ideale, di grande... qualcosa che si presta alle più varie interpretazioni e rivisitazioni attraversando a volte anche i millenni.

E questo avviene con il contributo di molti, per lo più inconsapevolmente.

Per me il mito è come una feritoia affascinante che si apre su un apetto del mondo (quello che personalmente più mi attrae è il mito di Odisseo)... è un'mmagine seducente da cui poi - adulti - ci si potrà anche emancipare. Ma il mito resta un cosa seria: terribilmente seria e... seducente.

Penso che oggi, come oggi, ci sia un grosso malinteso su che cosa sia un mito. O meglio si confonde la parola mitico con "mito".

La parola mitico oggi viene usata impropriamente - a mio avviso - per dire di un cantante, di un calciatore, di un... che è un grande!

A questo punto anche il mio amico Piero che è un pescatore incallito diventa mitico - e dunque un mito - perché ha pescato un pesce da guinnes dei primati, con tanto di foto sul giornale e servizio televisivo.

Ma questo è essere mitici? Questo è un mito?

Ovviamente no!

Sula De Filippi, per favore....sorvolo!

Vasco Rossi è un mito? La risposta è no!

Vasco Rosi potrà diventare un mito quando ed eventualmente, involato - speriamo il più tardi possibile - ad altra vita, dalle generazioni che verranno e dalle popolazioni di almeno una parte di questo pianeta, tale sarà ricordato per questo e quel motivo.

Beethoven è diventato un mito non perché lui lo ha deciso e tale lo hanno consacrato i suoi contemporanei ma perché, le generazioni post-beethoveniane e internazionali, tale lo hanno consacrato e, tale resterà, finché tale sarà riconosciuto.

Ma come sempre caro Frank...in questo forum c'è la volontà - non so fino a che punto ingenua o voluta - di omogeneizzare tutto, di rendere tutto uguale e di svuotare il senso delle cose e della grandezza.

Scusami e scusatemi, ma da uno come te non mi aspetto simili affermazione...già le maltollero da Rotore.

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Risposta 128 di Frank

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danielescarpetti ha scritto:

Scusami e scusatemi, ma da uno come te non mi aspetto simili affermazione...

La mia era una domanda 🙂, nonostante abbia appoggiato una parte di risposta di Rotore… fra mitico e mito passa poco. Il problema è che, a parte pochi attenti, il resto (del mondo, siamo nell'era del popular) fa presto confusione …per cui…

danielescarpetti ha scritto:

...in questo forum c'è la volontà - non so fino a che punto ingenua o voluta - di omogeneizzare tutto, di rendere tutto uguale e di svuotare il senso delle cose e della grandezza.

Forse la risposta è da cercare diversamente. Chi racconta come mediamente oggi (parlavo appunto di miti moderni) si omogenizzi tutto … non vuol dire che approvi o che faccia altrettanto. Tant’è che in relatà il post da quotare era

Frank ha scritto:

Forse oggi ci sono troppi miti e poca fede...non dico che "in cosa" deve essere univoco, ma di miti forse ce ne sono veramente troppi

E non parlo per me, la mia era solo uno spunto in termini di mito e ... falsi (non come descriveva Luca) o presi per errore .. essi siano...sono troppi 🙄

Ovvio, per me, non ho bisogno di fare il maestrino qui sul forum 🙂

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Risposta 129 di Rotore

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danielescarpetti ha scritto:

...già le maltollero da Rotore.

Se per diversi stadi gremiti di fan sparsi nel mondo Vasco è un mito...che colpa ne ho io? Io ho solo raccontato una faccia della medaglia 🙂

Guarda... ti dedico una canzone Daniele, così facciamo pace

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Risposta 130 di Tiger

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danielescarpetti ha scritto:

dalle generazioni che verranno e dalle popolazioni di almeno una parte di questo pianeta, tale sarà ricordato per questo e quel motivo.

Questo mi sembra un punto importante, nel senso che non sono certo che questa sia la definizione di mito. Il mito non è un ricordo è qualcosa che quasi pre-esiste ...forse è come un popolo, attraverso le gesta di dei ed eroi, abbia spiegato un mistero.

Dei non ce ne sono, eroi magari si...ma quali sono questi eroi...ieri e oggi?

Moderatore

Risposta 131 di Frank

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Tiger ha scritto:

...ma quali sono questi eroi...ieri e oggi?

Eh...ulteriore domanda sulla questione. Io risposte in tasca non ne ho, so solo che Luca chiedeva

LucaCavaliere ha scritto:

Ma il mito serve. Non ti pare?... Non ti pare che ancor oggi serva?

Dato che i modelli e tutti gli schemi sono cambiati…se una cosa serve, uno se la procura nei modelli che ha a disposizione. Non sono certo che oggi il modello sia il mito Romantico.

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Risposta 132 di danielescarpetti

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Rotore ha scritto:

Se per diversi stadi gremiti di fan sparsi nel mondo Vasco è un mito...che colpa ne ho io? Io ho solo raccontato una faccia della medaglia 🙂

Guarda... ti dedico una canzone Daniele, così facciamo pace

Già gi

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Risposta 134 di danielescarpetti

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antares86 ha scritto:

dai non Kempff però 😃

Kempf è stato uno dei massimi interpreti beethoveniani. Per me è il massimo! 😍 :wub: 😍 :wub:

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Risposta 135 di antares86

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danielescarpetti ha scritto:

Kempf è stato uno dei massimi interpreti beethoveniani. Per me è il massimo! 😍 :wub: 😍 :wub:

Schnabel Schnabel Schnabel!!!!!!!

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Risposta 136 di LucaCavaliere

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Frank ha scritto:

Dato che i modelli e tutti gli schemi sono cambiati…se una cosa serve, uno se la procura nei modelli che ha a disposizione. Non sono certo che oggi il modello sia il mito Romantico.

mmm... Frank!

Mi pare che tu intendessi «sono certo che il modello non è il mito romantico». Mi sbaglio?

Se non mi sbaglio sappi che sono d'accordo. Anzi: mi vien da protestare «romanticismo? chi era costui?» L'idea del mito arriva da "un pochino" più in là dell'800...

E poi, anche sul fatto che «se una cosa serve uno se la procura nei modelli che ha a disposizione» sono d'accordo.

Infatti, per come lo intendo io, il mito è qualcosa di piuttosto 'gommoso': malleabile secondo le esigenze del caso, dell'epoca, del luogo.

P.S. un mito moderno ( 🙄) che a me non attrae per nulla è.... l'interpretazione-filologica 😆

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Risposta 137 di RedScharlach

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danielescarpetti ha scritto:

Io francamente non capisco queste vostre, non so se definire prese di posizioni o pregiudizi e soprattutto questa aria un po' snob che accompagna i vostri argomentare. Ho la netta sensazione che molto di quel clima degli anni 20 del secolo scorso nei confronti di Beethoven non si sia ancora ben assopito e abbia trovato il suo giusto esaurimento.

Dai, non prenderla così! 🙂 Guarda, te lo concedo volentieri: Beethoven è il più grande compositore della storia della musica.

Solo che (come ho scritto ormai diverso tempo fa) non capisco dove ci porta questa affermazione. Voglio dire: potremmo anche essere d'accordo sul fatto che Dante è il più grande autore della storia della letteratura. E mi va benissimo se Benigni, di fronte a una immensa platea, dice: "Dante è il più grande!". Non troveresti però un po' ridicolo se a un convegno di letteratura un gruppo di studiosi di italianistica si accapigliasse sul fatto che Dante è o non è il più grande? Ecco, devo dire che in un forum non generalista, ma specificamente dedicato alla musica classica, la questione dei primati mi sembra un poco... futile.

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Risposta 138 di danielescarpetti

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Sorrido!

Mio caro amico, il tuo scritto mi conferma che c'è un problema d'interpretazione del mio modo di scrivere e, sicuramente la colpa è tutta mia che non riesco a tresmettervi esattamente il mio pensiero

La parola primato può essere intesa in due modi. In maniera personale e dunque, ognuno di noi - o almeno buona parte di noi - suppongo ha il suo: Gilda - ciao Gilda 🙂 - ha Chopin, Antares - ciao Antares 🙂 - ha Listz, tu hai Bach - lo hai detto ora non rimangiartelo - 🙂 e ...Rotore - ciao Rotore - ha Vasco. Io ho Beethoven! Su questo nulla da eccepire.

Poi c'è una storia! Una storia che a pieno titolo si inserisce nella più complessa Storia della Musica ed è quella che ha scaldato - e scalda alcuni ancora anche oggi - tanti studiosi e appasionati a vario titolo della musica, sostanzialmente dal dopo-Beethoven al secolo scorso ed è a quello a cui io solitamente mi riferisco.

Argomento futile?

Può darsi, non dico di no! Ma da parte mia finché sentirò e leggerò delle cose che non sono condivisibili in materia mi sentirò autorizzato ad affermare il mio pensiero a tal merito e, sia ben chiaro, non parlo solo di questo forum ora, ma mi riferisco proprio in generale.

Cerco di spiegarmi ancora meglio.

Finché andando in libreria e sfogliando una recente storia della musica, arrivato a Mozart leggerò : Mozart ovvero la divinità - o simili idiozie - ribadisco, 🙂 mi sentirò autorizzato a controbattere e replicare a tal merito.

Spero di avere chiarito il mio pensiero, ti saluto e mi fa molto piacere averti incontrato! 🙂 :)

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Risposta 139 di danielescarpetti

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LucaCavaliere ha scritto:

mmm.

P.S. un mito moderno ( 🙄) che a me non attrae per nulla è.... l'interpretazione-filologica 😆

Dai Luca...! Quello non è un mito. Quello è un modo di reinterpretare...! E poi...non fare di tutta un'erba un fascio 🙂 che è sempre sbagliato! 🙂 :)

Ora non mi dare anche tu del maestrino però!

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Risposta 140 di LucaCavaliere

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Sì Daniele... lo so che non è un mito (come io intendo questa parola).

Ma visto che è una parola che ha assorbito diversi significati, beh, in questa occasione, mi sono concesso anch'io di ... allargare 😆

Ma poi... concedimelo... un po' mito lo è: quante persone ci sono (molte per me) che se l'iterpretazione non è "filologica" butterebbero tutto a prescindere?.... Mi sbaglio?... Se mi sbaglio, tanto meglio.

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