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Intervista 2004/2007 al compositore Paolo Castaldi

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Ludovica

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Risposta 2 di Bianca

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mi sa che qualcuno salterà sulla seggiola!

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Risposta 3 di Frank

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Bianca ha scritto:

mi sa che qualcuno salterà sulla seggiola!

A quale intervista ti riferisci?

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Risposta 4 di Bianca

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Frank ha scritto:

A quale intervista ti riferisci?

beh, già la prima (dove parla di semantica) non è proprio da sottovalutare, poi a parte Mozart (porello), anche l'avanguardia non la tratta mica tanto bene 😛

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Risposta 5 di AbateFaria

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A ma ha incuriosito molto il discorso che fa sugli allievi, non è facile dire a uno: "non è cosa tua"...sarebbe più comodo succhiargli il sangue 🙂

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Risposta 6 di Zedef

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Io sono abbastanza d'accordo pure su Mozart o almeno su una parte della produzione mozartiana.. tanti stimoli, da rifletterci a lungo.

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Risposta 7 di Frank

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"tanti stimoli, da rifletterci a lungo"

Concordo con Zedef, in realtà io è già da tempo che mi confronto con altri musicisti su queste tematiche e rifletto molto su alcune questioni. Ma a parte riflettere bisogna anche osservare.

La butto li, chi sa quanti docenti di composizione girano a Milano? Fatti cento, quanti (onestamente) ne conoscete? E quanti sono noti al di la della frontiera? Giusto per allacciarsi al discorso "colleghi". Solbiati? Lorenzini? Vogliamo metterci Vacchi? Brusa? ...e glia altri? Volgiamo ricordare Ferrero, Manca, Garuti? E gli altri.

Io penso che già qui qualcuno si chiederà di questi 7 … ma alcuni chi sono?

Sulla dodecafonia è sottile ma incisivo. Fondamentalmente ha ragione, ma è stato un modo, uno dei modi che ricorda, per esplorare altre strade. Difficilmente si sarebbe potuto senza scelte radicali. Ma alla fine abbiamo opere dodecafoniche veramente notevoli, per cui ne è valsa la pena.

Onestamente non ho ben capito il discorso che fa su Webern e del postwebernismo, o meglio, ho capito dove vuole andare a parare, ma non ho capito in che modo…

Nel suo rapporto con gli allievi si definisce "disonesto" solo perchè piuttosto che dire no li gira ad altri. La domanda vera è, perchè gli altri non dicono di no o a loro volta non li girano ad altri ancora?

Pensando agli allievi, ad esempio alconservatorio di Parigi non gli interessa avere posti "vacanti", prendono solo coloro che ritengono meritevoli (magari uno può non concordare i parametri di selezione, ma c’è una selezione). Da noi la logica mi sembra quella di fatturare, per cui piuttosto che posti vacanti, meglio sovraffollamento

Il discorso della contemporanea in relazione alla "semantica", termine che usa in modo improprio (io parlerei di sintassi), non penso che sia così irrazionale, nel senso che molti degli amici compositori (che lui indica come colleghi) non si accorgono di errori di esecuzione anche nei loro brani...figuriamoci in quelli degli altri; in effetti ritiene necessaria la partitura (io aggiungo che servono pure eccellenti doti). In questa accezione potrebbe pure aver ragione, oltre a fare riferimento alla partitura, di fatto nel finale fa anche riferimento a Cage con cognizione di causa, per cui non penso che tratti male la contemporanea...più che altro descrive (a suo modo, sicuramente discutibile, ma ci sono i presupposti per aprire una riflessione) delle implicazioni… riconoscendo che oggi tutto è possibile.

Su Mozart, Daniele se ne ricorderà (ne avevamo parlato in passato), seppur "sbagliando" il modo e i termini, potrebbe non esserci andato lontano.

Per questo chiedevo a Bianca a quale delle diverse interviste si riferiva. Non è così scontato che uno salti dalla seggiola, in che modo... e a quale proposito.

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Risposta 8 di Bianca

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Frank ha scritto:

Il discorso della contemporanea in relazione alla "semantica", termine che usa in modo improprio (io parlerei di sintassi),

Per questo chiedevo a Bianca a quale delle diverse interviste si riferiva. Non è così scontato che uno salti dalla seggiola, in che modo... e a quale proposito.

mica tanto improprio, parla di "risorto" e di "risotto" e dice che "un linguaggio è un insieme di suoni ... che hanno una loro possibilità semantica di rinvio..."; questa non è sintassi 🙂

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Risposta 9 di Frank

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Ho sentito Bianca, anche l'esempio Arpa, Carpa, Scarpa, Sciarpa...fra l'altro in quest ultimo caso ha anche un refuso sulla lettera d'aggiungere per trasformare Scarpa in Sciarpa 🙂.

Premesso che la musica non è un linguaggio semantico, al massimo ci sono errori di sintassi. In effetti VI II V I è una sintassi, non ha nessun tipo di significato. Per cui può partire da dove ne ha voglia, ma alla fine, come dicevamo in un altro topic, ci sono concatenamenti accordali che non sono imbrigliabili neanche in una sintassi...figuriamoci in un "significato".

Se scrivi ho "suonato la scarpa" in italiano POTREBBE essere un errore di semantica, in quanto si presume si crei un incongruenza. A parte che detto fra noi, nell'ambito dei brani di nuova liuteria, nessuno mi vieta di montare delle corde a delle scarpe e suonare la scarpa, per cui nessun errore semantico ...se suono la successione VI III V I al posto di VI II V I, che tipo di errore si genera? Ammesso che sia un errore.

A te cosa è arrivato del suo discorso e in riferimento alla musica...? Si intravede qualcosa, ma bisogna mettercene di fantasia e di proprio 🙂

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Risposta 10 di Bianca

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Frank ha scritto:

Premesso che la musica non è un linguaggio semantico, al massimo ci sono errori di sintassi. In effetti VI II V I è una sintassi, non ha nessun tipo di significato. Per cui può partire da dove ne ha voglia, ma alla fine, come dicevamo in un altro topic, ci sono concatenamenti accordali che non sono imbrigliabili neanche in una sintassi...figuriamoci in un "significato".

Anche Soggetto-Verbo-Complemento è una sintassi, ma a seconda di come la usi comunichi significati differenti ; anche PA (gli assiomi di Peano) sono una sintassi, ma a seconda di come li interpreti hanno infiniti significati (i numeri naturali sono il significato che di solito si intende interpretare). Il fatto che la musica sia un linguaggio asemantico produce, a mio parere, un falso-concettuale che ha profonde radici. Quanti appassionati di musica che sostengono l’asemanticità della stessa, direbbero che anche le arti figurative sono dette asemantiche? Il fatto è che non c’è quasi nulla nell’espressione umana che sia non-semantico, e la logica lo insegna molto bene.

Quindi quello che io interpreto voglia dire nel video (anche se non lo condivido appieno) è che un certo tipo di musica (o di autori) sia incapace di esprimere un qualunque contenuto emotivo che, in quanto tale, è significato.

Del resto del suo discorso, devo dire che mi è piaciuto il fatto che parli senza peli sulla lingua.

Frank ha scritto:

Se scrivi ho "suonato la scarpa" in italiano POTREBBE essere un errore di semantica, in quanto si presume si crei un incongruenza. A parte che detto fra noi, nell'ambito dei brani di nuova liuteria, nessuno mi vieta di montare delle corde a delle scarpe e suonare la scarpa, per cui nessun errore semantico

😆

Frank ha scritto:

 ...se suono la successione VI III V I al posto di VI II V I, che tipo di errore si genera? Ammesso che sia un errore.

Dato un certo contesto, è un errore di grammatica musicale. In Italiano se usi complemento-verbo-soggetto alla maturità magari ti bocciano anche se ne capiscono il significato, in Sardo magari va bene. Ogni poetica (non solo musicale) ha la una propria grammatica e una propria sintassi con cui esprimere significati...

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Risposta 11 di Ettore

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Io mi interrogherei su cosa vuol dire semantico. Rosa sono è un insieme di fonemi, ma che vuol dire quel determinato fiore perchè c'è una convenzione (e solo in una determinata zona del mondo, anzi altrove rosa può voler dire altro). In musica non penso sia possibile. Qual'è il significato (che deve essere unico e convenuto) della BWV 1006?

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Risposta 12 di Dante

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Ettore ha scritto:

Io mi interrogherei su cosa vuol dire semantico.

http://it.wikipedia.org/wiki/Semantica

La semantica è quella parte della linguistica  che studia il significato delle parole (semantica lessicale), degli insiemi delle singole lettere (negli e degli alfabeti antichi) e delle frasi (semantica frasale) e dei testi.

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Risposta 13 di Bianca

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Ettore ha scritto:

. Qual'è il significato (che deve essere unico e convenuto) della BWV 1006?

è proprio questo il punto, non deve essere unico! anzi.

I modelli di PA (i modelli "sono" la semantica della logica) sono infiniti. Per convenzione, quando a un matematico parli di PA, lui intende il modello standard, ovvero il significato che corrisponde ai numeri naturali.

Lo stesso vale per la musica 🙂

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Risposta 15 di Ettore

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Bianca ha scritto:

è proprio questo il punto, non deve essere unico! anzi.

Allora non c'è significato (per cui semantica), al massimo c'è senso..anzi, tanti sensi 🙂

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Risposta 16 di Bianca

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Ettore ha scritto:

Allora non c'è significato (per cui semantica), al massimo c'è senso..anzi, tanti sensi 🙂

ti consiglio di non dire mai una cosa del genere ad un esame di Logica o di Matematica 😉

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Risposta 17 di Ettore

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Bianca, sai che pensavo che nell'intervista (oggetto del topic) si parlasse di musica? 🙂 Ovvio che il mio approccio ad una lingua semantica sarebbe diverso 😉

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Risposta 18 di Bianca

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Ettore ha scritto:

Bianca, sai che pensavo che nell'intervista (oggetto del topic) si parlasse di musica? 🙂 Ovvio che il mio approccio ad una lingua semantica sarebbe diverso 😉

il fatto è che qui stiamo proprio discutendo questo. La tua precedente affermazione era di carattere generale. 

Comunque io credo che ciascuno possa e debba avere e sostenere la propria opinione, però è importante saper mettere in dubbio le proprie convinzioni. Da un certo punto di vista potrebbe anche solo trattarsi di capire quali sono le estensioni dei concetti che si usano. Perché usare "semantica", a proposito della musica, nell'accezione "linguistica" e non piuttosto nell'accezione "matematica"? Dopo tutto quanti musicisti e teorici proclamano una maggiore affinità della musica con la matematica piuttosto che con il linguaggio verbale? E perché poi non usare "semantica", a proposito della musica, in un'accezione "musicale"? In effetti si può anche usare il termine "senso" al posto di "significato", ma quello che occorre stabilire allora è la posizione relativa dei due a proposito di quello di cui parliamo.

Tanto per dare anche un altro punto di vista che potrebbe almeno far capire che non si tratta di una pure questione sofistica:

http://www.cogsci.ucsd.edu/~coulson/CNL/koelsch-needle.pdf

buona lettura 🙂

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Risposta 19 di rstrauss

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Condivido quasi tutto quanto detto da Castaldi ... quello che non mi è piaciuto è il commento su Mozart, viziato anche da un'evidente contraddizione : parla di una splendida sinfonia basata sulle note "pe-pe-pe po-po-po" e poi definisce la musica di Mozart "inutile" ... allora è splendida o è inutile ? Bah ... parlare adesso di inutilità di una musica scritta nel 1700 è fuoviante. Lui dice che Mozart era come adesso la musica Pop e che la si può ascoltare durante il pranzo o durante altre attività ludiche. Tirata un pò ci può anche stare, ma non si può certo generalizzare ... potrei essere d'accordo se parliamo dei trii, di qualche concerto per pianoforte o di qualche sinfonia giovanili ... non si può certo definire così le messe, le ultime sinfonie, i concerti della maturità le opere ecc. quindi il buon Castaldi fa un discorso molto limitato e supponente senza scendere nei dovuti dettagli. Stessa cosa di quando parla di Beethoven dicendo che "suona male". Parlarne così in generale senza contestualizzare (sopratutto in relazione al periodo storico) e senza fare le dovute precisazioni/distinguo ce lo fa percepire approssimativo oltre che irritante per l'arroganza con cui nè parla. Magari nell'intervista non voleva scendere in particolari o dilungarsi troppo ... allora in questo caso poteva evitare l'argomento ... equivale a tirare il sasso e nascondere la mano ...

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Risposta 20 di Piccinesco

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A me è venuta in mente una cosa che ha a che fare con l'aspetto psicologico: la sicurezza che (fin troppo) traspare dal suo modo di porsi e definire ogni cosa che affronti (con le dovute interpretazioni, altrimenti rischierei anche io, che sicuramente sono molto più ignorante rispetto non solo a lui, ma a molta altra gente), anche se (e questo lo penso quando mi trovo di fronte a "casi del genere) dovuta senz'altro a grande passione, stimoli e consapevolezza, non fa del tecnico un valido compositore. Intendo dire che essere "supportati" da una grande sicurezza in sè, non è direttamente proporzionale al "presunto" valore di quello che si compone. Questo per potermi legare anche ad altri contesti. Poi é naturale che potrei anche percepire delle grandi cose da ciò che scrive.

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