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Inverno - Per Clarinetto E Viola

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suonolatromba

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Messaggio iniziale di suonolatromba

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Ciao a tutti, cari colleghi, all'indirizzo

ho pubblicato la prima (e per adesso unica eheh) esecuzione del mio primo vero lavoro, dopo sei anni di esercizi di stile!

L'esecuzione è del Maggio del 2011 al Teatro Comunale di Bologna.

Allego per il momento solo il link audio (del quale vorrete perdonarmi la qualità accettabile ma non eccellente). Della partitura, ahimè, esista solo la versione cartacea, che sono disposto a scansionare e inviare a chi avrà la voglia di guardarla.

Colpite pure con ogni critica e buon ascolto!

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Risposta 2 di Stellina

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... devo dire che descrive bene l'inverno. Mi piace 😉

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Risposta 3 di suonolatromba

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Vero, anche secondo me l'inverno c'è... ma il titolo l'ho scelto dopo... e ti dirò che per trovarlo c'ho messo quasi quanto a scrivere il pezzo!

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Risposta 4 di Oracolo

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Due strumenti difficili da trattare, mi piace molto come ti sei mosso? Che approccio hai utilizzato? ... intendo a livello di tecnica compositva

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Risposta 5 di suonolatromba

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Grazie!

Sono partito da una cosa semplicissima, cioè una serie dodecafonica sulla quale poi ovviamente si basa tutto il pezzo, all'inizio la serie è esposta dal clarinetto con sfondo di viola, subito dopo riespone la viola trasponendola una terza sotto.

Mano a mano che il pezzo va avanti e si gonfia, la serie viene trattata con i classici strumenti contrappuntistici di inversione e retrogradazione, spezzando la serie tra note del clarinetto e note o bicordi della viola.

La forma del brano si avverte direi immediatamente, forse anche un po' troppo abusata la questione del gonfiarsi e sgonfiarsi della trama sonora ma penso di aver sacrificato l'originalità per la chiarezza espositiva.

Non sono certo un amante della dodecafonia e ho cercato di dare al tutto quanta più cantabilità possibile.

Vero, sono due strumenti molto difficili e non nascondo che sono dovuto ritornare varie volte su tutti quei trilli e tremoli per verificare che fossero fattibili.

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Risposta 6 di Marcello

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Io non lego con il genere, però devo dire che rende ... a prescindere dai tecnicismi. Non l'avrei mai detto che fosse una composizione dodecafonica, che già sulla carta mi inibisce...

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Risposta 7 di Marzapane

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Peccato per il fruscio dell'audio che "rovina" i momenti più "silenzioni",..avevo capito che dovessi ancora affrontare la fuga. Devo dire che mi ha lasciato soddisfatto 🙂

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Risposta 8 di suonolatromba

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Purtroppo sì, l'audio è in presa diretta e rovina certi momenti dove idealmente non si dovrebbe neanche sentire un respiro...

eheh la fuga ormai è in punto di arrivo... e finito il VII dissonanze a più non posso!!

Grazie per il commento!

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Risposta 9 di Marzapane

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... questo tuo brano (in questa congiuntura del tuo percorso di studio) ci insegna che il contrappunto rigoroso non ha mai ammazzato nessuno 😉

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Risposta 11 di Valchiria

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suonolatromba ha scritto:

... e finito il VII dissonanze a più non posso!!

Immagino che sia uno sfogo liberatorio, per cui capisco 🙂

Il problema è che l'estrema dissonanza non è più così attuale...questo non ti vieta di proporre brani come questo soprattutto perchè la vai a gestire come una sorta di "ricerca timbrica" e di conseguenza la stessa non viene vissuta durante l'ascolto come un autoannullamento continuo. Insomma, è al servizio (anche) dell'orecchio.

Fra l'altro l'utilizzo di due strumenti melodici da un lato rendono più leggera la tessitura ma dall'altro più complessa la ricerca del gisuto equilibrio, una cosa che hai saputo gestire bene. Per cui, bravo e complimenti.

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Risposta 12 di suonolatromba

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Valchiria ha scritto:

Immagino che sia uno sfogo liberatorio, per cui capisco 🙂

Eheh però non è stato proprio così! Ricordo che all'inizio ero completamente disorientato dalla quantità di materiale da cui potevo attingere. In fin dei conti sono affezionato a tutte quelle regole, snervanti ma in un certo senso rassicuranti; che ho seguito per anni. Non fare le quinte! Evita i salti eccedenti! e tutto il resto... ma in fin dei conti credo che tutti noi vogliamo bene a queste regole, perché tracciano un solco oltre il quale si sa che non possiamo muoverci. Per cui l' "assenza" di regole prescrittive, almeno sul piano zero della questione, cioè davanti al foglio bianco, è stato ancora più costringente, paradossalmente, di tutte quelle regole che avevo seguito fino ad allora!

Valchiria ha scritto:

Il problema è che l'estrema dissonanza non è più così attuale...questo non ti vieta di proporre brani come questo soprattutto perchè la vai a gestire come una sorta di "ricerca timbrica" e di conseguenza la stessa non viene vissuta durante l'ascolto come un autoannullamento continuo. Insomma, è al servizio (anche) dell'orecchio.

Hai centrato in pieno, la ricerca timbrica è alla base di questo piccolo lavoro, oltre alla tecnica pura di sviluppare una serie dodecafonica. Ho scelto questo organico proprio perché hanno una fusione perfetta in certi registri, mentre riescono ad essere agli antipodi su altri.

Valchiria ha scritto:

Fra l'altro l'utilizzo di due strumenti melodici da un lato rendono più leggera la tessitura ma dall'altro più complessa la ricerca del gisuto equilibrio, una cosa che hai saputo gestire bene. Per cui, bravo e complimenti.

Grazie! Sono contento di tutti questi messaggi!

E qualcuno a cui il pezzo non è piaciuto o ha qualcosa che non lo convince c'è? 🙂

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Risposta 13 di Oracolo

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Grazie per le delucidazioni.

suonolatromba ha scritto:

E qualcuno a cui il pezzo non è piaciuto o ha qualcosa che non lo convince c'è?

Ad essere convincente è convincete 😉 Personalmente penso che hai tirato molto ma ci sta, anche l'inverno è lungo e uno desidera che finisca presto.

Questo non vuol dire che il brano abbia problmeni tecnici o quant altro, è una questione di gusto che penso sia bene separare quando si danno pareri su un brano 🙂

Comunque complimenti.

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Risposta 14 di thallo

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l'ho riascoltato con le cuffie per avere la migliore resa audio.

Giudizio generale, positivo. E' piacevole, con momenti interessanti. Ma sai cosa? L'impressione finale che dà è quella di un interludio. Gli elementi tematici, che ci sono, soprattutto semitono e terza minore discendenti, escono fuori dall'ombra, ma forse, visto che sono intriganti e assolutamente tonali (questa è dodecafonia tanto per dire 😉 ) potevi sottolinearli di più. Allo stesso modo, non trovo degli elementi ritmici preponderanti, la "materia" è rimasta un po' amorfa da quel punto di vista, ma magari era un tuo scopo. Questo ha portata ad una bella conseguenza, se volevi appunta un interludio o un preludio, ma alla fine i ben 3 minuti di pezzo rimangono un po' nebulosi (volevi le critiche, eccole).

Poi... tessiture gravi, dinamiche piano, tessiture acute, dinamiche forti 🙂 quel bel suono carnoso del clarinetto mi sarebbe piaciuto sentirlo anche più forte.

sicuramente lo conoscerai, è uno dei pezzi contemporanei più famosi ed eseguiti... da 7.49 c'è Abime des Oiseaux, l'assolo di clarinetto. Nonostante sia "atonale" è molto melodico, cantabile, e una delle cose stupende è che il suono del clarinetto riesce a non risultare fastidioso, monocorde. Ho messo questo link perché ha la partitura, e così puoi vedere l'incredibile varietà dinamica e sentire gli effetti anche sonori e timbrici che un crescendo ha sul clarinetto. Cambia udibilmente l'intonazione delle note! I crescendo con le note lunghe sono pazzeschi, senti solo con uno strumento la sovrapposizione di piani (che in realtà è il rafforzamento di alcuni armonici su altri).

A 16.10 hai un intermezzo che sembra un pezzo Kletzmer 😉 cioè, magari mi sbaglio, ma se metti un arco e un clarinetto non puoi non pensare al kletzmer eheheh e Messiaen lo ha fatto da non-ebreo... ovviamente ognuno sceglie per sé i punti di riferimento, ma senti come degli elementi ritmici molto marcati aumentino di per sé la texture armonica, nonostante siamo in un terzetto senza pianoforte (quindi una situazione simile alla tua). In realtà non mi vengono in mente dei duetti da proporti come esempio...

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Risposta 15 di Natan

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Sicuramente hai puntato sull'effetto timbrico e questo ti fa onore perchè la ritengo un'esigenza attuale. Effettivamente gli manca un po' di verve ma sicuramente l'hai voluto così. Per essere il tuo primo lavoro mi sembri veramente sulla buona strada.

Buon proseguimento e grazie per aver condiviso un tuo brano 😉

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Risposta 16 di Ludovica

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Quello che avevi in mente è veramente venuto fuori o ti spettavi di meglio/peggio?

Come valuti gli interpreti? Sei rimasto soddisfatto della loro interpretazione? Hai partecipato alle prove...magari dando qualche indicazione?

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Risposta 17 di suonolatromba

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Grazie, grazie a tutti! Anche per gli appunti che mi fate!

Sulla lunghezza....

Figuratevi un po', io pensavo fosse corto! Ma ho avuto una consegna da rispettare... 3 minuti circa, pezzo triste, organico massimo per terzetto... e è venuto fuori questo!

Sono d'accordo che manca un elemento ritmico di base o comunque la ricerca ritmica è limitata. Ma è stato quasi voluto, nel senso che puntavo più alla ricerca timbrica, all'amalgama dei due timbri... e come fa giustamente notare Thallo, alla vena melodica. Sì, è dodecafonico per modo di dire in effetti, la serie è do-si-lab-la-sib-sol-fa#-mi-mib-re-fa-reb che è divisa a tre a tre, e forse in ognuna di queste divisioni c'è un che di tonale... diciamo una serie dodecafonica ingentilita!

Tra l'altro ho capito che quando la serie è buona... metà del lavoro è fatto. Questa tra l'altro aveva un perno col retrogrado, cosa che in certi casi mi ha aiutato molto!

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Risposta 18 di suonolatromba

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Ludovica ha scritto:

Quello che avevi in mente è veramente venuto fuori o ti spettavi di meglio/peggio?

Come valuti gli interpreti? Sei rimasto soddisfatto della loro interpretazione? Hai partecipato alle prove...magari dando qualche indicazione?

Più o meno sono rimasto soddisfatto! Le prove sono state poche e io sono riuscito a seguirne solo tre.

Per quanto riguarda gli interpreti... il clarinettista mi è piaciuto tantissimo, ha capito secondo me tutto quello che c'era da capire.

La violista, per quanto sia molto brava e raffinata, mi ha lasciato perplesso... un po' tutto sotto tono e qualche nota presa male eheheh ma di questo mi sa che in sala non se ne è accorto nessuno!

Unico appunto che ho fatto loro: io avrei suonato tutto molto più forte nei momenti clou, l'ultima urlata di clarinetto e viola l'ho segnata con fff... ma va benissimo così. E poi sentir eseguire un tuo pezzo al Comunale di Bologna... be', è stata una cosa meravigliosa!

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Risposta 19 di thallo

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Tra l'altro, dico una cosa a chi ha scritto.

Giudicare un pezzo che non si conosce e per giunta scritto in uno stile che non ha punti di riferimento è un bellissimo esercizio di "critica", di orecchio, di gusto.

Il fatto che questa discussione è stata "di successo" secondo me è il sintomo che in questo forum c'è un bell'ambiente 😉

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Risposta 20 di suonolatromba

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E sì eh! L'ambiente è ottimo... e poi mi sembra che più o meno tutti abbiano un'autorevolezza in quel che dicono, mica come in altri posti che si dicono cose giusto per vedere di nascosto l'effetto che fa...

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