Provo a fare qualche osservazione sulla tecnica di orchestrazione usata da Ale....vista anche la natura del laboratorio e la sezione in cui stiamo scrivendo.
Vorrei spezzare solo una lancia a favore di Faria, non so lui cosa intendesse, ma il problema del flauto è che non può suonare ff un re sopra il do centrale, per cui nelle tirate di terzine a scendere (cos'era, battuta 68?), probabilmente dovrà esserci un diminuendo ma non a f...secondo me non oltre il mp. Visto il fatto che suonano anche corni e trombe, avrei gestito il passaggio diversamente. Così rischia di non essere efficace.
Da una veloce scorsa aggiungo qualcos'altro nella speranza che sia un minimo utile ...
Prima pagina: oboe piano e tromba mf, non sono certo che l'effetto sia quello deisderato; inoltre l'oboe in quel registro è molto "brutto" e andrebbe almeno rischiarato tipo con il flauto un ottava sopra, questo ti darebbe anche una mano per bilanciare la tromba I. In effetti a pagina 2 fl e ob lavorano meglio.
Quando il flauto suona nel registro tipo da seconda metà di 32 a 34, io raddoppierei in ottava...è vero che inizi con l'oboe, ma poi a 34 secondo me in ottava ci dovresti andare con i 2 fl. inoltre in questo frangente l'oboe suona verso il grave e forte, come dicevamo non da il meglio di se...andrebbe rischiarato; secondo me non ti piacerebbe dal vivo.
A battuta 39 chiedi al corno un p in un registro dove è difficoltoso, si può fare ma inizia a richiedere un eccellente strumentista....
Nota grafica a 56, se in organico scrivi piccolo, è un peccato poi indicare ottavino, meglio scrivere "prende piccolo"...a proposito, in organico meglio indicare esplicitamente il numero di strumenti.
Sembrano dettagli, ma per capire l'organico ho dovuto scorrermi diverse pagine di partitura per capire se alcuni strumenti suonavano a 2, etc....ad un certo punto pensavo che avessi usato dei multifonici 🙂
Visto il clima caldo che hai cercato di perseguire io avrei orchestrato gli archi in modo completamente diverso non colorando solo linee ma lavorando su raddoppi e divisione delle sezioni per ottenere situazioni di caldo e freddo (e varianti).
Queste sono solo alcune macro cose che mi sono saltate all'orecchio da una scorsa veloce, chiaramente valgono per un orchestrazione di tipo tradizionale...ovvio, se il fine fosse la demo che hai presentato nulla da eccepire. Funziona, tanto basta.
Anzi, è il motivo per la quale penso che degli eccellenti campionamenti possano permettere orchestrazioni diverse da quelle tradizionali in quanto si esclude la tecnica di esecuzione e limiti strutturali dello strumento....insomma, se il campione è buono, un pianista può suonare come se avesse 35 dita, il flauto riesce a suonare ff il do centrale, etc.
Comunque per me è un lavoro molto personale e che può piacere, esistono tante forme di trascrizione e non solo filologiche ... per cui ben venga se hai voluto mostrare il lato "tamarro" di Chopin...del resto le mote le ha scritte lui 😃