raffaeleb ha scritto:
Una domanda ad Altieri
Perchè il soggetto nella senconda entrata ha una variazione nella terza nota che invece di essere (Esempio in la- : la do mi risulta essere la do re) E' un modo per variare?
Bella domanda!
Certamente non si tratta di una scelta arbitraria.
Tradizionalmente i soggetti che si portano subito all'inizio dal I al V grado* subiscono una doppia mutazione nella risposta: vedi ad esempio le fughe n. 8, 17 e 22 dal I volume del CBT di Bach e n. 7 dal II volume. Al soggetto I-V si risponde con V-I nella risposta, per cui risultano modificati i primi 2 intervalli.
Guardiamo la fuga in re# minore dal I vol (trascritta in Mib in alcune edizioni): soggetto re# la# si ecc., risposta la# re# fa# ecc., quindi 5a ascendente e 2a ascendente del soggetto diventano 4a e 3a nella risposta, insomma si ha quella che prima ho definito "doppia mutazione".
Il motivo che ha dato origine a questa consuetudine risale alla polifonia rinascimentale, in cui l'imitazione tra le voci non comportava un cambio di tonalità dalla tonica alla dominante (come si usa dire nella fuga scolastica), ma solamente il passaggio della melodia dal modo autentico al plagale o dal plagale all'autentico, rimanendo obbligatoriamente nello stesso modo (per modo qui s'intende protus o dorico, deuterus o frigio, tritus o lidio, tetrardus o misolidio, ecc.). La bipolarità I-V faceva intendere con chiarezza il modo d'impianto del brano, quindi a un motivo che comincia con re-la (protus autentico) non si rispondeva con la-mi (eolio?), ma con la-re (protus plagale).
Questa stessa bipolarità è passata alla fuga barocca, per cui la risposta, pur "modulando" alla tonalità della dominante, non sposta con decisione il centro tonale verso una nuova tonica, ma mantiene ben saldi i 2 poli principali del tono d'impianto, in modo che la "tonalità della dominante" toccata nella risposta venga percepita come tonicizzazione momentanea e non come vera e propria modulazione. Spero di essere stato abbastanza chiaro.
Ora, nel soggetto del laboratorio di fuga, in realtà il I non si porta subito al V, ma passa per il III... e qui sorgono i dubbi: il III grado può essere considerato una semplice fioritura del I o può essere armonizzato a parte?
Di fughe con queste caratteristiche nel CBT non se ne trovano; ci sono solo alcuni soggetti in cui la tonica iniziale è fiorita da una nota di volta prima di portarsi al V grado: n. 2 dal I vol. n. 1 dal II vol. Bach in entrambi i casi rispetta il criterio della doppia mutazione nella risposta.
Da notare inoltre ciò che accade nella fuga n. 3 del II vol. (una fuga sui generis, che comincia con un vero e proprio stretto!): il I grado va al III, poi torna al I e quindi sale al V; anche qui Bach adotta la doppia mutazione, considerando il III grado come fioritura del I.
Ma l'esempio bachiano più vicino all'incipit del soggetto del nostro laboratorio, il primo che mi sia venuto in mente, è quello dell'Offerta musicale: soggetto (in do minore) do-mib-sol ecc., risposta sol-sib-do.
E' soprattutto pensando a quell'illustre esempio che la mia risposta al soggetto del lab. è stata, senza pensarci più di 10 secondi, mi-sol-la.
*Nota per cristian
Se vuoi evitare di essere frainteso, non usare i pronomi numerali al femminile (LA QUINTA, L'OTTAVA, LA TERZA) quando ti riferisci ai gradi della scala, ma al maschile (IL QUINTO, L'OTTAVO, IL TERZO). Usa invece il femminile quando ti riferisci agli intervalli. Vedrai che non sorgeranno più equivoci.