Ciao Cristian, intanto ti ringrazio per il commento e per i complimenti. Questo chiaramente faciliterà la comprensione delle mie buone intenzioni per quanto riguarda quello che ti scriverò perché, in modo veramente disinteressato, il tuo ragionamento mi sembra che pecca un po’ di ingenuità 🙂... e ti ringrazio per aver preso l'argomento in modo da darmi la possibilità di spegare come la penso.
Colgo due punti sul quale ragionare:
- Meglio Risposta Reale (senza mutazione) che Tonale (con mutazione) perché fuori dagli schemi accademici? ... per cui più originale e migliore … al punto da volerla desiderare nella mia fuga o quello di Altieri (effettivamente non ho capito a chi ti riferivi)
- Originalità anche nei contenuti, penso della sintassi armonica (di alcuni punti, poi arrivo), di Alessandro
PUNTO 1
A parte che il presupposto è errato, perché inizi da un’ affermazione su Bach un po’ imprecisa. Premesso che il soggetto è spudoratamente barocco, Bach e qualsiasi altro compositore barocco (non esisteva l’accademia nel ‘700, eh!)) muta sempre la testa del Soggetto (Bach non lo fa solo in una fuga di tutto il suo repertorio che ci è pervenuto) e in questo soggetto la mutazione cade alla terza nota della prima battuta, direi che è proprio il caso di mutare … al massimo ce la prendiamo con chi ha scritto il soggetto che non ha curato quello che segue.
Ma non è questo il punto, si può anche compensare con delle scelte musicali la distrazione altrui e comprendo la tua esigenza, avendo scritto una fuga a sole 2 parti, di avere due linee interessanti ed infatti condivido la tua scelta nelle due voci, ma per salvare capra e cavoli non potevi scrivere la fuga a 3 voci, no? Visto il soggetto dato. La scelta del numero di voci e dell’organico può essere influenzato anche dal materiale di partenza, non dai propri limiti e infatti immagino tu mi dirai: "ma sono alla prima fuga".
E io domando, è una scelta o scrivendo una fuga a 8 voce te ne potevi fregare e rispettare la mutazione propria di una certa sintassi e, notare, atta proprio a variare?
“La do mi” e oggettivamente diverso da “la do re”, eppure ti lamenti della poca varietà nella tua fuga 😉
… quindi il punto di vista è completamente diverso, non centra l’accademia. Se proprio vogliamo parlare di originalità, allora:
Risposta Tonale: Raffaele, Cristian, Gozzo, R.Strauss
Risposta Reale:Organista, Altieri
La mia è diversa dalle altre 6 … nonostante la mutazione. Adesso non indaghiamo sui livelli di consapevolezza e come mai c’è chi non ha considerato la mutazione. Scelta consapevole?
Allo stesso modo guarda l’attacco degli stretti, il grado della scala della tonalità dei relativi (etc.), la chiusura del brano, l’orchestrazione, etc.
Ma tutte queste considerazioni non centrano comunque con l'originalità, ci arrivo dopo.
PUNTO 2
Alessandro ha un approccio che mi piace e mi ricorda me un bel po’ di tempo fa. Posso dire serenamente che NON affrontare la natura di un contenuto, musicale nel nostro caso, (il carattere barocco del materiale) è sintomo di scarsa padronanza del mezzo; praticamente prevalgono le nostre debolezze con l’illusione di crederci più originali (...nell' imporre se stessi al materiale) e invece è solo una questione ingenuità (e detto con simpatia, massimo rispetto per Alessandro, sono un suo fedele ammiratore e lui lo sa).
Se vuoi sentire dei fugati con un materiale armonico più moderno (non più originale, sono 2 cose distinte), devi chiedere i brani del Tristis, c’è un canone a 3 voci di Geppino atonale, o un mio fugato con sintassi armonica tonale decadente a 5 voci, e altro … ma tutto costruito con materiale melodico scritto per quelle sintassi armoniche. Qui c’è poco da fare, accademia o non accademia, l’ arpeggino iniziale è una triade e il resto è una semplice scala discendente fiorita e senza alterazioni di sorta. Ah, fioritura barocca 😉
Eccoci, io sostituirei la parola originale con interessante, perché non è detto che una cosa originale sia per forza interessante e viceversa. Ma quello che conta è che il brano, oltre che ad risultare godibile all’ascolto, sia pure interessante.
E la fuga di Alessandro nasconde molte debolezze, ne ho citate 2, ma una è anche caratteriale. Io ho scritto che ha tratti è travolgente, ma dove meno qual è l’aspetto che non ha funzionato? Prova a scoprirlo … vedrai che è il passaggio da una sintassi più recente ad una precedente per via dei modelli ai quali non è possibile rinunciare e che sono proprio di quel repertorio, del repertorio del soggetto.
Se vuoi scrivere veramente una fuga libera, partecipa al laboratorio di fine luglio (il brano per coro da 3 a 5 voci), scegli un bel soggetto … e cimentati, lo dico sul serio. Li comanda il testo e non una sintassi preconfezionata, una fioritura determinata, etc.
Detto ciò, non ho capito il riferimento alla cadenza finale della mia fuga, per cadenza “normale” intendi in senso armonico? Quindi se la situazione di riposo è la tonica (T), cosa metteresti come cadenzale ( C )? In relazione a “l'ultima parola definitiva” ... in termini armonici? (veramente, non ho capito).
Comunque sia il mio è un contrappunto a 7 parti su pedale e che sfrutta una parte libera usata in chiusura del pedale di dominate trattando l'impianto orchestrale "tipo" un doppio coro, onestamente, qualcuno se l'aspettava? ...ah, manca pure il BC ...
Per capirci, di cosa stiamo parlando Cristian?