Ragazzi, devo dire che vi invidio molto. Intanto siete riusciti a lavorare insieme su un brano. Deve essere bellissimo...e poi il brano è di una bellezza e musicalità incredibile.
Ovviamente qui siamo distanti anni luce dal modello scolastico....sempre fresca armonicamente, accattivante nell'orchestrazione, molta fantasia nel piegare il soggetto ai vostri desideri.
Devo ancora analizzarmela bene a livello formale...mi sembra che ci sia tanta di quella roba.
Intanto inizio col ringraziare chi è già intervenuto per l’attenzione al nostro brano e i complimenti.
Posso dire che tutto il materiale è ricavato dal soggetto dato, in alcuni frangenti è evidente (Faria ci ha sentito bene anche se ha ragione Ale) in altri meno … in altri ancora è molto difficoltoso ma c’è.
Per quanto riguarda il lavoro a 4 mani, caro Raffaele, in realtà parliamo di 50/50 fra me e Ale:
se contiamo le note, il buon Ale si è scritto in tutta autonomia un terzo di fuga, come del resto ho fatto io nel mio. Per il restante l’abbiamo effettivamente scritto a 4 mani
Per quanto riguarda l’orchestrazione, a differenza dell’arrangiamento/trascrizione, è contestuale alla composizione, per cui ognuno si è occupato della propria parte e al massimo, dove abbiamo lavorato insieme, …ho “tarpato” un po’ le ali ad Ale 😃…povero, mi avrà odiato….
Il senso di unitarietà del brano è data dal fatto che abbiamo fatto uno sforzo per rispettare le scelte iniziali in termini di sintassi/linguaggio… e il materiale è stato creato e combinato a 4 mani in senso stretto.
Personalmente parlando in diversi punti io ci sento molto di Ale e in altri ci sento molto di mio…se l’avessi scritta completamente sicuramente sarebbe stata completamente diversa e a controprova in effetti ho in caldo un'altra versione molto differente. Per cui, come dissi al nostro primo esperimento di laboratorio, diamo a Cesare ciò che è di Cesare.
Premesso che scrivo una considerazione personale più o meno condivisibile
Io trovo l’esperienza di Ale & Frank molto esemplificativa di come in un lavoro a 4 mani, sotto un certo punto di vista, il risultato raggiunga la cifra stilistica più vicina a quello con uno stile più consolidato e in effetti mentre le fughe di Ale dei precedenti laboratori non presentano un filo conduttore … quelle di Frank hanno sempre mostrato quello che Raffaele definisce il Frank-style. Anche se questa non è proprio barocca, la cifra è quella.
Per cui, a parte non conoscere gli obiettivi di entrambi, è probabile che abbiano scelto a monte una certa solidità per raggiungere una coerenza, direi proprio in questo caso, monolitica appianando qualche diversità in funzione del risultato o del prodotto per traslare il concetto in ambito moderno e professionale.
In soldoni, in un team di compositori e arrangiatori, l’obiettivo comune di confezionare un buon prodotto porta (penso inconsapevolmente) la creatività dalla parte più “garantita”, per cui il lavoro e di entrambi ma magari la cifra pende più da una parte che dall’altra.
De resto quando in una band va via un leader tutto il gruppo ne risente, il mondo pop è pieno di esempi.