Commento alla fuga di RStrauss.
Confesso un certo imbarazzo nel fare questo commento perché ho riscontrato parecchie cose che non funzionano e mi permetto solo di commentare perché spero siano d’aiuti all’amico RStrauss e so che lui può gradire (spero che sia abbastanza masochista).
Osservazione dell’esposizione:
- Assenza di un CS
- Risposta alla quarta eccedente
- Utilizzo del I46
- Sintassi pressoché barocca
Ho fatto questo premessa perché il primo problema che ci vedo in questa fuga è l’impossibilità di dargli una connotazione, una sintassi così datata non giustificherebbe l’utilizzo del primo rivolto e una risposta con la prima nota alla quarta eccedente, l’assenza di un vero CS non è un problema. Fino a qui le premesse sono di un brano che può avere un bel seguito nonostante la presenza di un alta percentuale di triadi nell’esposizione stessa.
Alcune cosucce che saltano subito all’orecchio in questa parte:
- Battuta 9, critica. Lega il fa# fra 9 e 10, un ribattuto è proprio fuori luogo secondo me, stava meglio addirittura una pausa sul primo fa# di 10, potevi usare un sol e fare una cadenza d’inganno, bellissimo sarebbe stato quello di ritardare il primo re del contralto mettendo un mi di un ottavo legato all’ultimo mi della precedente battuta.
- L’entrata a 10 del basso secondo me andava data al pedale per il semplice fatto che il pedale entra a 14 e suona una parte insignificante quando poteva partire con il Soggetto dopo 10 battute di silenzio e in particolare il pedale sembra la prosecuzione della mano sx a 14 … tanto valeva dare dignità al pedale e risolvere all’ottava giusta.
In generale la trovo disordinata nella scrittura, nel senso che se la fuga parte col contralto (o violino II che sia), meglio le gambe in giù e anche a livello grafico far capire che a 14 entra il soprano (o violino I che sia).
E a proposito di ciò in alcuni punti proprio non si capisce cosa succede (vedi battuta 52)
Tornando alla connotazione, mi sono detto, che figata, una risposta che inizia sulla quarta eccedente … che scopo poi non fare modulazione ardite? Come dicevo ad AleGozzo nello scorso Laboratorio sulla fuga, le belle idee vanno sostenute … uno aspetta la sorpresa e non arriva nulla, tanto valeva fare una risposta plagale vista la chiusa, dove interrompi il pedale di tonica.
Proprio per questo, visto che non succede nulla e rimane in un contesto barocco, diventano discutibili le scelte dell’esposizione.
Salto un po’ per parlare di altre cose un po’ evidenti:
- A battuta 31 il moto del basso non è felicissimo … tenendo le stesse armonie di potevano fare miracoli
- 2 parole sulla sezione finale ipoteticamente di stretti
- zona 64: quella seconda nel grave e le altre voci nell’acuto i soddisfano poco, anche se sul levare. Abbandona il tenore e metti una pausa e poi in levare alla fine bel fa# da un ottavo… o vedi tu…
- A battuta 69/70: perché far pesare i calli al pedale che ha il soggetto?...il pedale proprio “pasticcia” la mano Sx. E’ l’ultima volta che si sente la testa del soggetto con fioritura … fallo sentire bene. Pause alla mono sx o altro
- …il mi# finale sul mi del pedale alla penultima battuta? Sarà un refuso altrimenti prima della morte della fuga gli ridai vita…tanto valeva fare una coda bipartita, magari nella penultima battuta mettendo una armonia aggiuntiva all’ultimo quarto della battuta.
Queste sono proprio le cose macro RStrauss … migliorando questo salteranno altre esigenze più di fino, ala fine mi sorprende un po’ sta fuga, sono tutte inezie che però potevano conferire più credibilità ad un lavoro che non è male …. mi prende male scriverlo, ma ci trovo troppe ingenuità e visti i lavori pregressi, mi suona un po’ strano.
Alla prossima