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Laboratorio Musica Corale 2014

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Frank

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Risposta 41 di Bianca

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thallo ha scritto:

Era da tantissimo che non commentavo un laboratorio, ma visto che mi sono messo a parlare di coralità anch'io, voglio dare mezza opinione :-)

che è molto simile a quella di rstrauss, almeno per la prova di Bianca. Le tessiture singole hanno dei problemi, le tessiture complessive complicano questi problemi: i tenori spesso troppo gravi e i bassi spessissimo troppo gravi (mi e mib gravi come se piovesse), a distanze eccessive dai soprani, che a volte spariscono e a volte sforano. Da corista la cosa che mi salta di più agli occhi, e alle orecchie, è la difficoltà estrema di intonazione che ci sarebbe nella maggior parte dei momenti "movimentati". Ci sono molte false relazioni, che vi assicuro che sono LA MORTE NERA per un coro :-) e tante note che sembrano transiti ma che in effetti sono molto difficili da intonare. Da batt.32 a 36 è il delirio. E non solo perché, come notava Strauss, ci sono salti pazzeschi, ma perché ci sono unisoni e ottave da intonare, e praticamente un ritmo armonico che cambia alla croma. Non so, hai trovato delle soluzioni armoniche molto belle in alcuni punti, secondo me. Ma muovere un po' meno le voci sarebbe meglio, credo :-) 

Ah... e non capisco le "ragioni" dei metri che hai usato.

E rilancio dicendo che secondo me la sincope si sente eccome. In presenza di indicazioni più specifiche ne potremmo parlare, ma così com'è la prima battuta dei soprani verrebbe cantata sicuramente "aa-veeee". Sarebbe una sincope meno percepibile, forse, con le giuste indicazioni. Sempre i soprani, cogli alti, a batt. 20 dicono chiaramente mulie-rì-bus. Andando avanti, il benedicta a batt. 30 lo immaginerei con il "ta" in diminuendo, ma mi sembra francamente troppo lungo per una sillaba atona, e chiudere un diminuendo sul sib acuto per quei poveri soprani sarà un'impresa. Il benedictus dopo è intrigante, ma sono curioso di sapere se c'è una ragione per cui hai sottolineato così tanto l' "et". Non so se è voluto, ma l'effetto metrico è quello di una sequenza di 3/4 incastrata in un tempo 4/4. ét-bene-di/ ctùs-ee-ee/ ét-bene-di/ ctùs-ee-ee/ èt-bene-di/ ctùs-fructus-ventris/ tù-i-i

Concordo, come già detto a Rstrauss 

Quello che invece non mi convince è la sincope. Una delle ragioni dei metri che ho usato è proprio per evitare la sincope (sono metri composti, come dicevo, e nonostante la seconda nota sia doppia della prima, inizia sul terzo ottavo. Comunque, anche qui, non ho problemi a modificare le notazioni se capisco come mantenere gli stessi ritmi. Come ho detto la mia esperienza nei corali e solo teorica e pratica pari a zero (uno adesso 🙂).

Comunque mi fa piacere leggerti anche sui laboratori...

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Risposta 42 di Bianca

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classic ha scritto:

@Bianca

cosa hai usato per il playback delle voci? non è male...

è "veloce" da usare?

io a suo tempo mi ero informato per Vocaloid ma era un gran casino...

per il tuo brano non entro nel dettaglio ma mi sembra un po "lungo", diciamo che va bene per una "gran messa", ho visto che io e Frank siamo stati entrambi ampliamente sotto i 2'

ciao e complimenti comunque 🙂

Ambrogio

Grazie,

ho usato il Wordbuilder, come dicevo prima, anche se poi l'ho arrangiato un po' con Audacity.

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Risposta 43 di Piccinesco

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Ho usato il wordbuilder nel 2006, per un Kyrie e un Dies Irae, quest'ultimo in particolare comporta un'esecuzione decisamente più veloce del primo, e usavo un pc con un processore da poco più di 2ghz, 2 gb di ram, hard disk ata 133; come software cubase sx e Reason in rewire. Il problema era non andare a rilento, allora ho registrato le parti del coro a parte e le ho sincronizzate con un software audio. Però a parte questo wordbuilder so che non è facile da usare, ma si possono ottenere buoni risultati, anche parti cantate velocemente (le più difficili e meno credibili) anche senza una workstation.

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Risposta 44 di AbateFaria

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Vedi Bianca, ho notato che hai usato tempi tipo l’ 8/8, a parte che sono consapevole che non sei la prima ad usarli e c’è gente anche rinomata che lo fa.

Ma il punto è questo: lo intendi a 8 battiti (per cui perché non 4/8 per due battute?) o in 4 battuti (per cui perché non 4/4?).

Secondo me scelte di questo tipo non possono essere strutturali, ingenerano solo confusione e mi sembrano fini a se stesse. Come mai di questa scelta?

I tempi composti come 5/4 o 7/4 hanno funzioni specifiche e degli accenti “comandati”; se li snaturi per esigenza di cadenza o altre motivazioni, a parte aggiungere difficoltà di direzione, forse danni in riferimento al testo non ne fai.

Ma se utilizzi delle strutture ritmiche che non sfrutti…perché?

Mi piacerebbe solo capire lo scopo, in effetti era sensato prima chiedere precisazioni.

Riferendoci alla battuta 2: 7/8

Sia nel caso di 3+4/8 o sia nel caso di 4+3/8…l’accento dove dovrebbe cadere non arriva, per cui l’interprete esegue una sincope….si definisce irregolare ma è lo stesso la collocazione di un accento forte o mezzo forte in una posizione diversa da quella “naturale” per quell’indicazione di tempo. Ora dico, hai avviato questo procedimento e non si fa in tempo a gustarlo che già c’è un cambio. Il punto è che non si può compensare con le indicazioni di tempo ad una scorretta collocazione degli accenti tonici.

A battuta 5 usi 8/8, potevi riprendere il 7/8 è dare un senso a battuta 2 e sull’ultima pausa, che diventerebbe da un ottavo…davi una corona….ricucendoti poi al 7/8 (senza cambi) di Ave a 6.

Questa poteva essere solo una strada (per battuta 5), un'altra era proporre un 7/8 e poi una battuta da un 1/8 … così andavi anche a livello logico a proporre per diminuzione la prima…fra l’altro puoi proporre anche li una battuta da 1/8 con corona…e giocare con senso logico sulle diverse indicazioni di tempo.

Comunque le soluzioni possono essere diverse. Ho notato che anche Frank ci ha sguazzato sui cambi di tempo…non so se hai notato che li appare tutto molto più “dosato” e si intravedono micro sezioni ritmiche (legate al testo) e non solo tecnicismi per superare il problema accento tonico.

Diciamo che così a me appare, però se vuoi dare il tuo punto di vista sulla questione mi interesserebbe molto…io sono molto inibito in questo ambito, mi sembra sempre di abusare, e forse da qui la natura del mio commento.

Però c’è chi ti ha chiesto precisazioni, la sincope non la sento solo io, temo che non si tratti solo di una questione soggettiva.

Fammi sapere per questo, per il resto, armonicamente funziona per cui sono contento che tu abbia deciso di applicare delle correzioni per renderlo eseguibile…fai in modo che sia anche intelligibile al direttore…vedi appunto la gestione del ritmo 🙂

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Risposta 45 di AbateFaria

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Di Classic mi piace il carattere, mi sembra però che insisti troppo nelle tessiture estreme …vedi i soprani e probabilmente il piano a 10 dei soprani sarà cosa ardita …sai che pensandoci basta che magari trasporti giù di un ottava la prima nota di ogni entrata e guadagna molto? Et nel grave e il salto su “Be” di benedictus non è niente male.

Tu cosa ne dici?

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Risposta 46 di classic

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@AbateFaria 

hai centrato il mio problema o "punto debole" che poi è quello che mi contestava il mio insegnate di armonia (Francesco Sacchi di Lecco allievo a sua volta di Bettinelli) 

il fatto è che comincio a scrivere e "vado" un po a istinto, senza preoccuparmi poi di chi dovrà eseguire (mi dico che sono cavoli loro  😃 )

se non fosse che poi mi ritrovo io nella m... quando magari registro le stesse parti a casa con dei cantanti e scopro quanto sia difficile o stridulo l'effetto...

se ho tempo (sto completando il mio sito e sono presissimo) vedrò di verificare la tua proposta

@Bianca

condivido quanto detto da @Abate circa i tempi, diciamo che non sono voluto entrare nel merito anche perché hai fatto un gran lavoro e ci vorrebbe una settimana solo per analizzarla 🙂

in sostanza il mio dubbio è relativo al fatto se hai messo i tempi per un "motivo" o solo per "comodità", per seguire le tue melodie

e sono curioso di sapere se hai scritto "a tavolino" o "al pianoforte", IMHO se hai scritto a tavolino le tue scelte sono "giustificabili" perché è una tua "ispirazione" e come tale va rispettata (come se ad esempio facessi musica contemporanea con molte dissonanze ecc)

se hai scritto "a pianoforte" allora secondo me avresti dovuto cercare di "farci stare" le melodie in una metrica definita che dà più "coerenza" e risulta più comprensibile, altrimenti si avvertono ad esempio delle sincopi di armonia che non si capiscono da dove vengono e dove vanno

naturalmente con tutto il rispetto per il gran lavoro che hai fatto !

ciao. Ambrogio

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Risposta 47 di AbateFaria

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classic ha scritto:

@Bianca

MHO se hai scritto a tavolino le tue scelte sono "giustificabili" perché è una tua "ispirazione" e come tale va rispettata (come se ad esempio facessi musica contemporanea con molte dissonanze ecc)

se hai scritto "a pianoforte" allora secondo me avresti dovuto cercare di "farci stare" le melodie in una metrica definita che dà più "coerenza" e risulta più comprensibile, altrimenti si avvertono ad esempio delle sincopi di armonia che non si capiscono da dove vengono e dove vanno

naturalmente

Io non condivido questa parte del post, la metodologia compositiva (allo strumento o al tavolino) non dovrebbe servire a giustificare un risultato sonoro e in effetti potresti raggiungere lo stesso risultato usando entrambi i metodi ...

Mi sento di rispettare le cose che hanno senso, come scrivevo se uno punta all'intelligibilità dal testo, poi non se ne può fregare o fregare a tratti...tanto meno se a giustificare ciò ci sia una qualsivoglia metodologia compositiva. Sta al compositore piegare la tecnica alla musica e non piegarsi alla tecnica. Questo discorso è estendibile a tutti gli elementi della composizione e non solo il testo, vedi l'armonia.

Salvo restando che Bianca deve ancora intervenire per dire al sua sull'argomento...

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Risposta 48 di classic

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specifico meglio la mia opinione, poi logicamente ognuno la può pensare differente...

io credo nel "gesto" compositivo, quando compi una azione sostanzialmente hai creato qualcosa, se disegni un cerchio può uscire imperfetto ma è quello, se "appoggi" le dita sulla tastiera e ti esce un "suono" è quello e devi imparare a rispettarlo e ad accettarlo per quello che è: una "improvvisazione" creativa

nel momento in cui muovi un muscolo non è "caso", c'è dietro tutta la tua esperienza e il tuo studio e "inconsciamente" sai già cosa stai facendo

molti sbagliano a non fidarsi di questo "istinto" e cercano poi di cambiare le carte in tavola, di modificare il risultato il più delle volte peggiorandolo

è in questo senso che scrivevo sopra, se componi a tavolino è comunque una composizione, magari non riesci ad immaginarti il risultato al 100% e puoi comprenderlo solo a grandi linee, però comunque va rispettato (sempre secondo il mio pensiero), anche solo come "esperimento" e con magari i limiti che si possono avere...

se viceversa esegui un "controllo" con il piano mentre componi in qualche manieri accetti di dare un'opera già "finita", più controllata per l'appunto e quindi fai più attenzione a quello che scrivi

logicamente i grandi compositori possono riuscire a fare combaciare i 2 metodi e probabilmente per loro non cambierebbe il risultato (anche se ho qualche dubbio perché per me rimangono 2 metodi diversi di comporre)

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Risposta 50 di rstrauss

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Domani sera consegno la mia.

Commento alla versione di CLASSIC

Prima cosa : aspetto estetico della partitura.

1. Mancano le legature per il coro
2. Le crome sarebbe meglio legarle con il testo. Es. Batt. 1 la 2^ e 3^ nota hanno la barra sopra, ma essendo su due sillabe diverse era meglio mettere la croma
    con la gamba.
3. La chiave di basso al Tenore non ci sta proprio.
4. Con il testo sotto i segni dinamici sarebbe meglio metterli sopra
5. Batt. 17-18. Consiglio basato sull'esperienza : le crome legate era meglio indicarle come semiminime. I coristi soffrono le legature sopratutto se di valore e a livello visivo la semiminima si riconosce meglio dalla croma.

Andiamo con la musica
Batt. 2
La maggior parte dei tenori non riesce ad eseguire questo La basso o chi ci arriva lo fa con un volume del tutto trascurabile.
Ricorda che per una voce da coro spingere per fare più volume equivale a inpoverire il suono e a calare.

Batt. 7-8-9
le voci si allargano troppo e la discesa dei bassi è praticamente impossibile per il 70% dei bassi in circolazione che il mi sotto se lo sognano.
Io stesso nel coro nè ho uno solo che ci arriva.

Batt. 10
per i T. è quasi impossibile attaccare suol la alto e per di più con sengato P. Dovresti farli attaccare in falsetto allora forse ce la fanno,
ma lo devi scrivere in partitura "falsetto".

Batt. 12 in poi
qui funziona meglio, anche se le seimimnime ribattute mneritavano forse un pò di più varietà a livello ritmico.

Testo
 

Batt. 11-12
L'accento di Ventris è sulla 'e' Vèntris mentre tu metti la sillaba debole 'tris' sul tempo forte di 12. L'effetto è Ventrìs

Batt. 17-18-19
la vocale 'i' trascinata non funziona proprio. Oltre alla difficoltà della 'i' per il coro (sopratutto donne) ci sono anche le sincopi, ma C. T. e B. non è che ce
l'hanno più facile. l'effetto è che la 'i' finisce sul tempo forte di batt. 18
I S. non hanno la parola 'in' probabilmente non ci stava a causa del precedente vocalizzo sulla 'i'
I T e i B. hanno la 'in' (debole) sul tempo forte dov invece ci andava la 'ho' di ho-ra.
I C. vanno bene.

batt. 21
discutibile la sillaba 'strae' sul tempo forte, ma che in questo caso è mitigata un pò dalle note lunghe.

In generale :
a mio avviso meritava qualcosa in più, nel senso che se proponi il tema iniziale almeno sviluppalo un pò, senza introdurre nuove idee, che poi non potrai
riprendere ... poteva benissimo restare la cellula iniziale da batt. 1 a 9 ripresa di nuovo e variata.
Ottima l'idea di riprendere l'entrata in sequenza delle voci, ma anche questo episodio meritava qualcosa in più.
Se non volevi farla troppo lunga, un'idea poteva anche essere di fondere i due temi batt. 1 e 10 e metterli nella coda dando anche un senso di chiusura.
Vabbè che io sono abituato alle cose lunghe, ma qui sinceramente sento buone idee, ma lasciate li da sole fini a se stesse.

Per quanto riguarda la scrittura corale in certi momenti le parti sono troppo distanti, ma a parte gli episodi citati sopra, il resto è eseguibile, anche
se trovo il brano troppo 'strumentale'.

P.S. 2 parole sulla scrittura.
Io scrivo a tavolino sempre, dal pianoforte all'orchestra e almeno per me non potrebbe essere diversamente.
io ho bisogno di avere sotto gli occhi in senso verticale le parti e comunque resto convinto che il pezzo deve essere
già in testa. L'improvvisazione non va bene per questo tipo di scrittura. Se uno lo fa per se, va benissimo.

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Risposta 51 di Piccinesco

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Ma per scrivere a tavolino ci vuole una certa "sicurezza" nel riconoscere le armonie, non dico che sia impossibile, ma certi passaggi, magari di una certa complessità, non è detto che siano cosa abbordabile scrivendo in quel modo. Sono ovviamente d'accordo con il fatto che bisognerebbe avere la musica già (almeno in parte) in testa, ma a volte (per qualcuno) è necessario controllare step by step oppure una sequenza melodica o armonica. Anni fa (ma siamo sempre lì, senza allenamento costante dove vai?) provai a scrivere un pezzo per coro a quattro voci e strumenti (non ricordo quanti) usando solo il diapason: a parte le continue interruzioni che avvenivano nei momenti in cui provavo a concentrarmi (qualcuno che mi chiamava, ecc..poi per un grande della memoria e della concentrazione come me era la miglior situazione, ironicamente parlando), quando lo controllai tempo dopo (qualche anno dopo), constatai che era un casino, non ritmicamente, ma armonicamente. L'ho ripreso mesi fa, e anche se mi sono fermato all'80%, ho scritto tutto in poco tempo, avendo si l'idea in testa, ma provando il piano. Non è neanche tanto difficile come pezzo, come scrittura intendo, però sono sicuro che ci saranno problemi con la sillabazione (anche se in italiano), perché ho dovuto trovare dei compromessi tra la ritmica (che è il carattere portante del pezzo) e la divisione sillabica del testo, scritto dopo aver pensato alla linea da seguire.

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Risposta 52 di classic

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grazie @Rstrauss per i precisi commenti e anche per qualche complimento 🙂

in effetti non scrivo normalmente per coro e quindi la mia scrittura è strumentale

appena ho un attimo di tempo comunque controllo le tue osservazioni, grazie ancora

capisco le tue osservazioni su una struttura più "organica" con temi ben definiti che "ritornano" però io preferisco fare cose più "improvvisate", diciamo a "fantasia libera" 🙂

tieni conto però che per me questo è un (grande) hobby (purtroppo)

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Risposta 53 di Frank

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rstrauss ha scritto:

 bassi in circolazione che il mi sotto se lo sognano.

Io ho usato addirittura il mib (il mi ce l'hanno ancora in "molti")...consapevole del fatto che mi imbatterò in restrizioni in termini di corali che possono eseguire il mio brano...ma ad esempio su Mortis voglio il suono più grave possibile...per cui è una scelta.

Se una corale vuole togliesi lo sfizio lo stesso di cantare il mio brano, può trasportarlo un semitono sopra che funziona lo stesso (è una cosa che ho verificato in fase di stesura)...a parte però il numero di alterazioni che aumenta in modo evidente.

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Risposta 54 di Bianca

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Piccinesco ha scritto:

Ho usato il wordbuilder nel 2006, per un Kyrie e un Dies Irae, quest'ultimo in particolare comporta un'esecuzione decisamente più veloce del primo, e usavo un pc con un processore da poco più di 2ghz, 2 gb di ram, hard disk ata 133; come software cubase sx e Reason in rewire. Il problema era non andare a rilento, allora ho registrato le parti del coro a parte e le ho sincronizzate con un software audio. Però a parte questo wordbuilder so che non è facile da usare, ma si possono ottenere buoni risultati, anche parti cantate velocemente (le più difficili e meno credibili) anche senza una workstation.

in teoria sarebbe anche abbastanza lineare, ma il fatto è che mi sono capitate un mucchio di eccezioni. Per esempio qualche melisma non veniva fuori nel modo corretto, per cui mi slittavano tutte le strofe. Oppure alcune note venivano fuori con dinamiche impazzite o con timbri differenti. Per non parlare delle consonanti e dell'accento inglese. Quindi un lavoro di tuning non da poco...

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Risposta 55 di Bianca

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classic ha scritto:

@AbateFaria 

hai centrato il mio problema o "punto debole" che poi è quello che mi contestava il mio insegnate di armonia (Francesco Sacchi di Lecco allievo a sua volta di Bettinelli) 

il fatto è che comincio a scrivere e "vado" un po a istinto, senza preoccuparmi poi di chi dovrà eseguire (mi dico che sono cavoli loro  😃 )

se non fosse che poi mi ritrovo io nella m... quando magari registro le stesse parti a casa con dei cantanti e scopro quanto sia difficile o stridulo l'effetto...

se ho tempo (sto completando il mio sito e sono presissimo) vedrò di verificare la tua proposta

@Bianca

condivido quanto detto da @Abate circa i tempi, diciamo che non sono voluto entrare nel merito anche perché hai fatto un gran lavoro e ci vorrebbe una settimana solo per analizzarla 🙂

in sostanza il mio dubbio è relativo al fatto se hai messo i tempi per un "motivo" o solo per "comodità", per seguire le tue melodie

e sono curioso di sapere se hai scritto "a tavolino" o "al pianoforte", IMHO se hai scritto a tavolino le tue scelte sono "giustificabili" perché è una tua "ispirazione" e come tale va rispettata (come se ad esempio facessi musica contemporanea con molte dissonanze ecc)

se hai scritto "a pianoforte" allora secondo me avresti dovuto cercare di "farci stare" le melodie in una metrica definita che dà più "coerenza" e risulta più comprensibile, altrimenti si avvertono ad esempio delle sincopi di armonia che non si capiscono da dove vengono e dove vanno

naturalmente con tutto il rispetto per il gran lavoro che hai fatto !

ciao. Ambrogio

AbateFaria ha scritto:

Vedi Bianca, ho notato che hai usato tempi tipo l’ 8/8, a parte che sono consapevole che non sei la prima ad usarli e c’è gente anche rinomata che lo fa.

Ma il punto è questo: lo intendi a 8 battiti (per cui perché non 4/8 per due battute?) o in 4 battuti (per cui perché non 4/4?).

Secondo me scelte di questo tipo non possono essere strutturali, ingenerano solo confusione e mi sembrano fini a se stesse. Come mai di questa scelta?

I tempi composti come 5/4 o 7/4 hanno funzioni specifiche e degli accenti “comandati”; se li snaturi per esigenza di cadenza o altre motivazioni, a parte aggiungere difficoltà di direzione, forse danni in riferimento al testo non ne fai.

Ma se utilizzi delle strutture ritmiche che non sfrutti…perché?

Mi piacerebbe solo capire lo scopo, in effetti era sensato prima chiedere precisazioni.

Riferendoci alla battuta 2: 7/8

Sia nel caso di 3+4/8 o sia nel caso di 4+3/8…l’accento dove dovrebbe cadere non arriva, per cui l’interprete esegue una sincope….si definisce irregolare ma è lo stesso la collocazione di un accento forte o mezzo forte in una posizione diversa da quella “naturale” per quell’indicazione di tempo. Ora dico, hai avviato questo procedimento e non si fa in tempo a gustarlo che già c’è un cambio. Il punto è che non si può compensare con le indicazioni di tempo ad una scorretta collocazione degli accenti tonici.

A battuta 5 usi 8/8, potevi riprendere il 7/8 è dare un senso a battuta 2 e sull’ultima pausa, che diventerebbe da un ottavo…davi una corona….ricucendoti poi al 7/8 (senza cambi) di Ave a 6.

Questa poteva essere solo una strada (per battuta 5), un'altra era proporre un 7/8 e poi una battuta da un 1/8 … così andavi anche a livello logico a proporre per diminuzione la prima…fra l’altro puoi proporre anche li una battuta da 1/8 con corona…e giocare con senso logico sulle diverse indicazioni di tempo.

Comunque le soluzioni possono essere diverse. Ho notato che anche Frank ci ha sguazzato sui cambi di tempo…non so se hai notato che li appare tutto molto più “dosato” e si intravedono micro sezioni ritmiche (legate al testo) e non solo tecnicismi per superare il problema accento tonico.

Diciamo che così a me appare, però se vuoi dare il tuo punto di vista sulla questione mi interesserebbe molto…io sono molto inibito in questo ambito, mi sembra sempre di abusare, e forse da qui la natura del mio commento.

Però c’è chi ti ha chiesto precisazioni, la sincope non la sento solo io, temo che non si tratti solo di una questione soggettiva.

Fammi sapere per questo, per il resto, armonicamente funziona per cui sono contento che tu abbia deciso di applicare delle correzioni per renderlo eseguibile…fai in modo che sia anche intelligibile al direttore…vedi appunto la gestione del ritmo 🙂

Non scrivo mai al pianoforte (anche perché non ce l'ho più da anni  🙁 )

I tempi usati sono dettati principalmente dalla percezione che avevo nel momento della scrittura.

Ho trovato che questa percezione sia stata accresciuta dalla lirica. Nel senso che i vari periodi

sono segnati (e condizionati) in modo importante dalle strofe (e non solo dagli accenti, ovviamente).

Le pause sono un altro elemento importante. Certamente tutto può essere riscritto in modo più tradizionale,

bisogna solo trovare il modo giusto.

In genere quando scrivo (e per le due cose che ho postato qualcuno se ne sarà accorto) non penso molto

alla comprensibilità dello scritto o alla facilità o difficoltà di esecuzione, ma scrivo come e cosa

sento di scrivere. In questo caso, anche grazie al vostro stimolo, vorrei fare qualche sforzo aggiuntivo

per assecondare quanto meno l'eseguibilità da parte delle voci, che ovviamente non sono strumenti

qualsiasi. A seguire mi dedico anche all'intelligibilità dello scritto. Sono aspetti comunque che a me

richiedono dieci volte lo sforzo che devo fare per buttare giù un pezzo per come lo immagino.

Se per scrivere un pezzo come questo ci metto per esempio due settimane, per apportare le modifiche dette

magari ci metto due mesi, e rischio ancora di non fare un bel lavoro.

La seconda parte del commento di Abate me la devo rileggere con calma, perché ora sono di corsa.

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Risposta 56 di Bianca

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Frank ha scritto:

Non a  caso chiedevo indicazioni precise a Bianca

Senza indicazioni precise su dinamiche, respiri, indicazioni di tempo ... non me la sento di formulare un parere però l'idea che mi sono fatto io è che, nonostante gli sforzi di rispettare il testo (e dare un senso al testo), l'impostazione del brano sia di matrice strumentale ... con le dovute ripercussioni su un coro in termini di eseguibilità.

mah, non so, può anche essere, visto che ho sempre finora scritto solo per strumenti 🙂

Però cosa intendi, che ho pensato le singole voci come strumenti, senza tenere in conto delle difficoltà a cui vanno incontro, oppure che l'impianto è quello, che so, di un quartetto? Nel secondo caso ti direi di no, anzi, come Rstrauss ha già sottolineato le voci cantano quasi sempre assieme, cosa che mi ero data (entro certi limiti) tra gli obiettivi da realizzare.

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Risposta 57 di Piccinesco

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Bianca ha scritto:

in teoria sarebbe anche abbastanza lineare, ma il fatto è che mi sono capitate un mucchio di eccezioni. Per esempio qualche melisma non veniva fuori nel modo corretto, per cui mi slittavano tutte le strofe. Oppure alcune note venivano fuori con dinamiche impazzite o con timbri differenti. Per non parlare delle consonanti e dell'accento inglese. Quindi un lavoro di tuning non da poco...

Lo so, è stato costruito sulla fonetica della lingua inglese, però ci sono delle frasi in latino già disponibili sul sito della east west; all'epoca dovetti faticare un pò per rendere credibile la pronuncia di certi testi, e qualcosa di perde sempre in fatto di realismo.

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Risposta 58 di classic

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Bianca ha scritto:

...ma scrivo come e cosa sento di scrivere. In questo caso, anche grazie al vostro stimolo, vorrei fare qualche sforzo aggiuntivo

per assecondare quanto meno l'eseguibilità da parte delle voci, che ovviamente non sono strumenti

qualsiasi. A seguire mi dedico anche all'intelligibilità dello scritto. Sono aspetti comunque che a me

richiedono dieci volte lo sforzo che devo fare per buttare giù un pezzo per come lo immagino.

Se per scrivere un pezzo come questo ci metto per esempio due settimane, per apportare le modifiche dette

magari ci metto due mesi, e rischio ancora di non fare un bel lavoro.

indipercui direi che non ne vale la pena, da parte mia come già scritto sopra se l'hai "sentita così" lasciala così

purtroppo il tempo libero è cosa limitata e se io fossi al posto tuo piuttosto farei qualcosa di nuovo che lavorare ancora su questo brano...

so che forse non è un discorso serio da fare ma... non tutte le ciambelle escono con il buco e credo che anche per le musiche bisogna tenersele come vengono, tante volte inizi un pezzo e sai già che "funziona", che ti sta venendo un buon lavoro, su altri invece anche se ci perdi le settimane sai che comunque non potrà più di tanto migliorare... (non mi riferisco al tuo caso naturalmente, è un discorso generico in base alle mie esperienze)

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Risposta 59 di Gerardo

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Io non concordo molto con Classic, piuttosto che fare qualcosa di nuovo e restare al livello dove sei, concentra le energie (come hai già deciso) per superare i tuoi limiti. Del resto di un brano ineseguibile uno cosa se ne fa? Nulla. Per cui le musiche non bisogna tenersele come vengono, bisogna o cestinarle o migliorarle. Le energie che metterai in questo brano per portarlo su di livello di torneranno indietro durante la scrittura del brano successivo.

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Risposta 60 di Gerardo

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Eppoi pensandoci bene Classic, senza offesa, se lo scrivo è solo perchè spero di dare stimoli...tu stesso dici che il tuo maestro ti faceva notare dei problemi che ancora ti trascini e riconosci...mi sembra che poi tutti questi frutti non te n'abbia portati il gioco di "scrivi e abbandona". Il mio maestro lo diceva sempre: si impara meglio da 4 battute scritte bene che da 10 brani scritti "male"...con tutte le approssimazioni del caso.

Tutto per dire che se uno crede in un progetto, come mi sembra di capire da Bianca, sono più propenso ad incoraggiare a perseverare che a dissuadere.

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