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Laboratorio Musica Corale 2014

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Frank

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Risposta 121 di Frank

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Ho dovuto staccare un attimo, il passaggio successivo sarebbe quello di definire (anche a livello di legenda nel frontespizio dei brani) come vuoi gestire i metri "atipici". In sintesi come intendi l'11/8 di turno.

Noterai che rilfessioni in questi termini ti aiuteranno meglio a capire cosa cerchi o cercavi in quel frangente, e non è detto che poi scopri la vera natura di certe indicazioni scelte, come dicevi, per una tua "comodità" ... ma appunto, senza indicazioni, solo tua (per ora).

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Risposta 122 di Bianca

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Frank ha scritto:

Cantare con la tua dolce vocina...

non è tanto dolce 😛

Frank ha scritto:

Se non è chairo a te...pensa agli altri, poi uno può viaggiare di fantasia e fare quello che vuole nei tuoi metri, ma appunto è il compensare secondo la propria poetica ad una mancanza di fatto.

ma a me è molto chiaro, ed è pressapoco come è nel playback 😕

Per assurdo si potrebbe anche fare un'altra cosa, tipo reverse engineering, ossia prendere il playback e tirare fuori la partitura e vedere cosa succede...

Comunque provo a vedere di mettere qualche indicazione del tipo di quelle che dici, e vedremo se ho capito...

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Risposta 123 di Frank

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Bianca ha scritto:

ma a me è molto chiaro, ed è pressapoco come è nel playback 😕

Prova a fornire al direttore che eseguirà il tuo brano anche il play back a supporto della partitura, vedrai che sarà ben lieto di appuntarsi lui le indicazioni. Comunque sia se il disegno metrico mentalmente è chiaro, basta riportarlo in partitura... è veramente questione di una mezz'oretta. Fra gli obiettivi cerca di togliere di mezzo il "pressapoco", non essendoci più una prassi esecutiva...i tuoi desiderata devono chiaramente emergere.

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Risposta 124 di rstrauss

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Preciso che per cantare le parti di Bianca ho dovuto ignorare i cambi di tempo e ho cantato alla gregoriana, seguendo gli accenti tonici delle parole, e questo snatura sicuramente le intenzioni di Bianca, ma non c'era altro modo.

Ho provato anche a dirigere, ma con questo tipo di cambi è veramente difficile, non impossibile, ma senza le indicazioni citate da Frank non se ne esce o si rischia di andare fuori contesto.

Non pretendo che tutto sia chiaro e intuitivo come nella mia, ma qualche indicazione in più ci vuole.

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Risposta 125 di Bianca

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Dunque, provo a mettere un esempio, spero di aver capito e che siano il tipo di indicazioni che possono aiutare a rendere più chiara la lettura. Se va bene (ma ho i miei dubbi 😕 ) proseguo con il resto

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Risposta 126 di AbateFaria

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Bianca ha scritto:

Dunque, provo a mettere un esempio, spero di aver capito e che siano il tipo di indicazioni che possono aiutare a rendere più chiara la lettura. Se va bene (ma ho i miei dubbi 😕 ) proseguo con il resto

Bianca, provo a dire la mia:

il 7/8 nasce dalla fuzione di 3/8+4/8 per cui la tua idea è realizzabile scrivendo un 5/8 e un 2/8, valuta anche il viceversa (3/8+2/8-2/8 non esiste)

il tuo 8/8 praticamente è un 6/8 e un 2/8, valuta anche un viceversa

Se fossi itne ragionerei su questa struttura metrica:

Per cui a specchio scriverei 2/8|5/8|5/8|2/8|6/8|6/8|2/8|5/8|2/8

Una bella struttura cancrizzante, dilata al centro e contratta nel finale ...senza necessità di leggende (da mettere all'inizio della partitura e non su ogni cambio di tempo), che nel caso specifico possono riguardare solo l'8/8, gli altri metri sono di uso comune e ci sono già soluzioni di fatto.

Non so l'ottavo di battuta 3 sia uguale a quello di battuta 2, per cui dovresti notarlo in partitura e così via discorrendo per ogni cambio di tempo e soprattutto quando passi da tempo binario a tempo ternario.

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Risposta 127 di rstrauss

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Bianca ha scritto:

Dunque, provo a mettere un esempio, spero di aver capito e che siano il tipo di indicazioni che possono aiutare a rendere più chiara la lettura. Se va bene (ma ho i miei dubbi 😕 ) proseguo con il resto

questo sicuramente chiarisce come uno dovrebbe dirigere un ipotetico coro  e sopratutto chiarisce dove stanno i tempi forti.

Con queste indicazioni si può ritornare sul testo e controllare se gli accenti tonici corrispondono ai tempi forti.

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Risposta 128 di cromatismo

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rstrauss ha scritto:

questo sicuramente chiarisce come uno dovrebbe dirigere un ipotetico coro  e sopratutto chiarisce dove stanno i tempi forti.

Con queste indicazioni si può ritornare sul testo e controllare se gli accenti tonici corrispondono ai tempi forti.

Sono d'accordo, ma è una scrittura che non si usa ... da tenere in considerazione la proposta di Faria. Faccio presente che se per esempio fra battuta 2 e 3 ottavo fosse uguale a ottavo, la pulsazione sarebbe più lenta del 6/8 divisa in 3 rispetto alla precedente divisa in 2. Oppure tieni fissa la pulsazione e riduci il tempo della suddivisione.

Non vorrei essere semplicistico, ma ci sono un sacco di esempi nel repertorio e soprattutto c'è uno dei brani del laboratorio che esemplifica come indicare i cambi di tempo ... non è che ci stiamo perdendo in un bicchier d'acqua?

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Risposta 129 di thallo

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considerazioni sparse:

- se il primo metro è in ottavi, perché l'indicazione metronomica è una semiminima?

- indicare la strutturazione dei metri composti non serve solo a capire gli accenti forti della battuta, serve anche, come diceva Frank, a dirigere. Che è il passo successivo o contemporaneo al solfeggiare. Che è il passo successivo o contemporaneo a leggere questa partitura. Tu stai scrivendo "3/8+2/8+2/8" sopra, ma nelle note stai scrivendo tutt'altro. Le durate della prima battuta, se vogliono essere coerenti con il tempo composto da te indicato, dovrebbero essere una semiminima, una croma legata ad una semiminima a sua volta legata a un'altra croma, e poi la croma sul La. E così via. QUESTO è rendere intellegibile un'indicazione metrica NELLA musica (non solo nella testa di chi scrive).

- e, come volevasi dimostrare, se quelle sono le divisioni metriche che indichi, le sincopi abbondano. 

- io tutt'ora non ho capito PERCHE' :-) ci sono centinaia di brani contemporanei scritti praticamente senza metro. A cosa servono quelle due battute in 7/8 se poi arriva quella in 6 e quella in 8?! Metti le stanghette tratteggiate, ma dove serve, non per suddividere note lunghe, che non ha senso. Mi spiego meglio... nelle famose prime due battute, gli accenti del 7/8 (3+2+2) non si sentono, perché ci sono solo 3 figure a battuta, e una è di due quarti, quindi troppo lunga per permetterti di far sentire alcunché di ritmico al suo interno. Le prime due battute potrebbero tranquillamente stare in un metro libero, tanto più che la voce che le esegue è sola. Oserei dire che sarebbe anche più bello, perché permetterebbe una libertà esecutiva o interpretativa maggiore...

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Risposta 130 di cromatismo

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A proposito di quanto dice Thallo, se non erro, Donatoni scriveca tutto in 4/4 e metteva gli accenti dove serviva...praticamente la stangetta nella sua scrittura serviva solo per non far perdere l'esecutore. E non è una novità, vedi i fiamminghi.

Come si diceva, bisognerebbe fare sempre scelte chiare, insomma: prendere una posizione.

@Bianca

Ho letto che facevi riferimento al playback ed a un eventuale reverse engineering finalizzato a rintracciare la pulsazione...io dico che Pollini, quando si è studiato gli studi di Chpin, non ha preso la registrazione di Rubinstein e ha desunto le indicazioni...è partito dalla partitura ed ha consegnato all'umanità la sua interpretazione della partitura stessa.

Ottimo Thallo che si domanda come mai il metro sia in ottavi e il battito in quarti...

Bianca, hai un pensiero musicale, si tratta solo di comunciarlo in modo chiaro ... ti garantisco che nessun direttore di coro prenderebbe in considerazione il tuo brano, non perchè non valga, ma perchè il suo eventuale valore non arriverebbe. Questo forum secondo me fa eccezione perchè a scopo didattico il forumista cerca di aiutare e capire cosa non funzica, ma nella vita comune, spedisci la parttiura ad un direttore, la apre, se alla seconda battuta non capisce ... la chiude ... e neanche ringrazia.

Tutto non per smontarti, ma per esortarti a curare anche la parte di presentazione del tuo lavoro. Ad essere pratici veramente è questione di poche ore... e pensare prima e durante la stesura del brano a tutte queste cose, ti aiuterebbe ad essere più consapevole ed efficace.

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Risposta 131 di Bianca

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rstrauss ha scritto:

questo sicuramente chiarisce come uno dovrebbe dirigere un ipotetico coro  e sopratutto chiarisce dove stanno i tempi forti.

Con queste indicazioni si può ritornare sul testo e controllare se gli accenti tonici corrispondono ai tempi forti.

grazie per il barlume di speranza 😵

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Risposta 132 di Bianca

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AbateFaria ha scritto:

Bianca, provo a dire la mia:

>il 7/8 nasce dalla fuzione di 3/8+4/8 per cui la tua idea è realizzabile scrivendo un 5/8 e un 2/8, valuta anche il viceversa (3/8+2/8-2/8 non esiste)

in che senso non esiste?

il tuo 8/8 praticamente è un 6/8 e un 2/8, valuta anche un viceversa

> Se fossi itne ragionerei su questa struttura metrica:

Per cui a specchio scriverei 2/8|5/8|5/8|2/8|6/8|6/8|2/8|5/8|2/8

ok, ci posso provare

>(da mettere all'inizio della partitura e non su ogni cambio di tempo), che nel caso specifico possono riguardare solo l'8/8, gli altri metri sono di uso comune e ci sono già soluzioni di fatto.

ok, però se i tempi composti non sono tutti uguali, come faccio? mentre se sono standard a che serve la legenda?

>Non so l'ottavo di battuta 3 sia uguale a quello di battuta 2, per cui dovresti notarlo in partitura e così via discorrendo per ogni cambio di tempo e soprattutto quando passi da tempo binario a tempo ternario.

intendi indicare (croma = croma) ?

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Risposta 133 di Bianca

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cromatismo ha scritto:

Non vorrei essere semplicistico, ma ci sono un sacco di esempi nel repertorio e soprattutto c'è uno dei brani del laboratorio che esemplifica come indicare i cambi di tempo ... non è che ci stiamo perdendo in un bicchier d'acqua?

a tratti anch'io ho questa impressione 😳 

qual è il laboratorio a cui ti riferisci?

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Risposta 134 di Bianca

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cromatismo ha scritto:

 

>A proposito di quanto dice Thallo, se non erro, Donatoni scriveca tutto in 4/4 e metteva gli accenti dove serviva...praticamente la stangetta nella sua scrittura serviva solo per non far perdere l'esecutore. E non è una novità, vedi i fiamminghi.

su questo concordo, come dicevo precedentemente quando dicevo di scrivere in modo più tradizionale

>Ho letto che facevi riferimento al playback ed a un eventuale reverse engineering finalizzato a rintracciare la pulsazione...io dico che Pollini, quando si è studiato gli studi di Chpin, non ha preso la registrazione di Rubinstein e ha desunto le indicazioni...è partito dalla partitura ed ha consegnato all'umanità la sua interpretazione della partitura stessa.

su questo non concordo, ma non qui non è importante...

>Bianca, hai un pensiero musicale, si tratta solo di comunciarlo in modo chiaro...

e non sai quanto mi piacerebbe capire come fare!  qua continuate a dirmi che è questione di mezz'ora, ma sono due giorni e non ci ho ancora capito un tubo 🙁

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Risposta 135 di Bianca

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thallo ha scritto:

considerazioni sparse:

- se il primo metro è in ottavi, perché l'indicazione metronomica è una semiminima?

il motivo è becero, era nelle notazioni di finale...

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Risposta 136 di thallo

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finale non lo uso da tempo immemore, e tremo all'idea di rimettermici su, ma sono certo che ci sia la possibilità di segnare l'indicazione metronomica alla croma...

comunque, io non penso che ci voglia mezz'ora a cambiare tutto. Cioè, forse su finale sì. Ma di certo se ti fossi posta il problema prima di iniziare a scrivere, tutto si sarebbe risolto in 5 minuti in più di lavoro... la soluzione attuale credo sia riscrivere tutto come una sequenza di 3/8 o 2/8. Semplicemente.

Perché i metri irregolari e composti, a meno che non siano immediatamente giustificati e intellegibili, sono solo fumo negli occhi

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Risposta 137 di Bianca

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thallo ha scritto:

finale non lo uso da tempo immemore, e tremo all'idea di rimettermici su, ma sono certo che ci sia la possibilità di segnare l'indicazione metronomica alla croma...

comunque, io non penso che ci voglia mezz'ora a cambiare tutto. Cioè, forse su finale sì. Ma di certo se ti fossi posta il problema prima di iniziare a scrivere, tutto si sarebbe risolto in 5 minuti in più di lavoro... la soluzione attuale credo sia riscrivere tutto come una sequenza di 3/8 o 2/8. Semplicemente.

Perché i metri irregolari e composti, a meno che non siano immediatamente giustificati e intellegibili, sono solo fumo negli occhi

in effetti era anche una delle alternative che avevo considerato all'inizio...

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Risposta 139 di Bit

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Bianca ha scritto:

il motivo è becero, era nelle notazioni di finale...

In finale puoi cambiarlo semplicemente, chiedi nella sezione notazione 🙂

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Risposta 140 di AbateFaria

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Bianca ha scritto:

>il 7/8 nasce dalla fuzione di 3/8+4/8 per cui la tua idea è realizzabile scrivendo un 5/8 e un 2/8, valuta anche il viceversa (3/8+2/8-2/8 non esiste)

in che senso non esiste?

Esiste 3+2+2, ma temo che generalmente il 7/8 di intenda 3+4 o 4+3. A scanzo di equivoci, anche se non è molto:

http://it.wikipedia.org/wiki/Metro_%28musica%29

A seconda del numero di tempi contenuti in ogni misura – da 2 a 7 – il metro si dirà:

  • binario (2 tempi)
  • ternario (3)
  • quaternario (4)
  • quinario (5)
  • senario (6)
  • settenario (7).

I metri superiori al ternario (quindi 4, 5, 6 e 7 tempi) sono considerati secondari mentre binario e ternario sono detti primari; i secondari sono considerati la somma di due o più misure primarie; un esempio comune è il metro quinario, dato dalla somma di un metro binario più uno ternario oppure di un ternario più un binario, a seconda della posizione degli accenti.

8 comunque è pura invenzione o meglio, si ricade nel caso di Donatoni ... il metro non ha più proprietà ma è solo una forma di visualizzazione 🙂

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