Bianca, non aggiungo nulla perchè sei stata anche troppo sollecitata sulla questione e il rischio è di andare in pallone. Sono sicuramente aspetti che in poche lezioni di composizione si chiariscono.
Ho notato che hai anche aggiunto le indicazioni relative alla dinamica, già nelle prime righe si potrebbero fare delle considerazioni utili.
Un' altra cosa (poi basta, poi passo a stressare RStrauss...altrimenti finisce che inizi a non sopportarmi 😃 ) che ti suggerisco è di prestare attenzone è pasasggi tipo battute 43-44, la dob mi non è di sicuro una cosa molto logica e semplice da intonare, decisamente la SI mi, come del resto i contralti sarebbero facilitati cantando sol Fa# mi al posto di sol solb mi. Capisco che nella tua testa il sound può essere lo stesso, ma per chi non ha i famosi tastini è tutto un altro capitolo.
Bianca, non aggiungo nulla perchè sei stata anche troppo sollecitata sulla questione e il rischio è di andare in pallone. Sono sicuramente aspetti che in poche lezioni di composizione si chiariscono.
Ho notato che hai anche aggiunto le indicazioni relative alla dinamica, già nelle prime righe si potrebbero fare delle considerazioni utili.
secondo me, per esempio che così c'è il rischio che così diventi à-ve-è Ma-rì-a-à, motivo per cui non avevo indicato nulla...
>Un' altra cosa (poi basta, poi passo a stressare RStrauss...altrimenti finisce che inizi a non sopportarmi 😃 )
Ma non scherzare nemmeno 😉 , il laboratorio lo faccio apposta per queste cose... altrimenti per cosa. Uno si mette alla prova proprio sul processo comunicativo, poi se ci sono divergenze o incomprensioni è giusto argomentare perché si chiariscano.
Ecco infatti quanto segue, per chi ha ancora un po' di pazienza 🙄
Ho messo alcuni casi possibili di notazione (il metro libero non sono riuscita a scriverlo).
Mi piacerebbe sapere secondo ciascuno di voi, qual è quello più comprensibile o quelli che non vanno...
Sono ovviamente possibili anche combinazioni di essi.
Nel primo esempio ho anche chiarito un possibile problema del segno di crescendo (che io comunque non metterei...)
Grazie a tutti per la collaborazione e la pazienza.
Mi sono fatto un'idea, che poi si è rivelata essere la prima che avevo avuto.
Le soluzioni che hai messo in realtà andrebbero tutte bene, ma c'è il vincolo degli accenti tonici, che devono essere rispettati, altrimenti chi canta non capisce più nulla.
In realtà ho la sensazione ch tu ti stia un pò incastrando in questi cambi di tempo, per il semplice fatto che c'è il testo a complicare le cose.
La cosa principale che tu hai tentato di fare è di mettere le sillabe A e Ma sui tempi in teoria forti, per conservere gli accenti.
Ok, ma in questo modo qualsiasi tempo tu indichi, se non rispetti gli accenti del testo, quello che il coro canterà sarà sempre diverso da quello che scrivi musicalmente, perchè il coro canterà seguendo il direttore e quando il direttore farà il gesto in battere il coro farà di conseguenza anche con le sillabe scorrette.
Azzardo e ti faccio una proposta :
Perchè non scrivere senza tempo indicando gli accenti sulle sillabe dove li vuoi e indicando solamente il riferimento del tactus ?
Così facendo il direttore dirigerà seguendo gli accenti, come succedeva con il gregoriano o il rinascimento, il coro farà uguale.
secondo me, per esempio che così c'è il rischio che così diventi à-ve-è Ma-rì-a-à
A conferma che sei una persona intelligente, il fatto è che non puoi non indicare nulla:
Bianca ha scritto:
motivo per cui non avevo indicato nulla...
indica tutto quello che serve affinchè l'interprete possa fare il suo lavoro. Considera che prima del '900 c'era una prassi esecutiva che garantiva un certo "risultato" in quanto ci si muoveva, i compositori si muovevano, in un terreno noto a tutti.
Al giorno d'oggi, e questo risponde anche ad alcune sollecitazioni di Thallo nel topic deidcato alla musica corale, il compositore non può non indicare nulla...anzi, spesso è costretto ad essere "ridondante".
Ritornando al ritmo, di tante proposte per l'ave mi convence solo una che non è segnata 😃 Inizia con 4/4, prendi l'ultima proposta e aggiungi un ottavo legato al sol di "ve"
Mi sono fatto un'idea, che poi si è rivelata essere la prima che avevo avuto.
In realtà ho la sensazione ch tu ti stia un pò incastrando in questi cambi di tempo, per il semplice fatto che c'è il testo a complicare le cose.
La cosa principale che tu hai tentato di fare è di mettere le sillabe A e Ma sui tempi in teoria forti, per conservere gli accenti.
Così facendo il direttore dirigerà seguendo gli accenti, come succedeva con il gregoriano o il rinascimento, il coro farà uguale.
>Ok, ma in questo modo qualsiasi tempo tu indichi, se non rispetti gli accenti del testo, quello che il coro canterà sarà sempre diverso da quello che scrivi musicalmente, perchè il coro canterà seguendo il direttore e quando il direttore farà il gesto in battere il coro farà di conseguenza anche con le sillabe scorrette.
non ho capito bene, intendi che gli accenti del testo non corrispondono?
A me sembra che il metro sia: F-d-d, f-d, f-d
e quindi:
A(F-d)-ve(d, f-d, f) Ma(d)
-ri(F-d)-a(d, f-d)
o sbaglio?
>Azzardo e ti faccio una proposta :
Perchè non scrivere senza tempo indicando gli accenti sulle sillabe dove li vuoi e indicando solamente il riferimento del tactus ?
mi piacerebbe, ma non so come fare. Suggerimenti (puoi anche mandarmi a quel paese a questo punto 😄 )?
Ritornando al ritmo, di tante proposte per l'ave mi convence solo una che non è segnata 😃 Inizia con 4/4, prendi l'ultima proposta e aggiungi un ottavo legato al sol di "ve"
però così mi verrebbe un ve più lungo di quello che vorrei. Magari una pausa, ma poi bisogna vedere a tutto il resto cosa succede...
A conferma che sei una persona intelligente, il fatto è che non puoi non indicare nulla:
indica tutto quello che serve affinchè l'interprete possa fare il suo lavoro. Considera che prima del '900 c'era una prassi esecutiva che garantiva un certo "risultato" in quanto ci si muoveva, i compositori si muovevano, in un terreno noto a tutti.
Al giorno d'oggi, e questo risponde anche ad alcune sollecitazioni di Thallo nel topic deidcato alla musica corale, il compositore non può non indicare nulla...anzi, spesso è costretto ad essere "ridondante".
>Ok, ma in questo modo qualsiasi tempo tu indichi, se non rispetti gli accenti del testo, quello che il coro canterà sarà sempre diverso da quello che scrivi musicalmente, perchè il coro canterà seguendo il direttore e quando il direttore farà il gesto in battere il coro farà di conseguenza anche con le sillabe scorrette.
non ho capito bene, intendi che gli accenti del testo non corrispondono?
A me sembra che il metro sia: F-d-d, f-d, f-d
e quindi:
A(F-d)-ve(d, f-d, f) Ma(d)
-ri(F-d)-a(d, f-d)
o sbaglio?
>Azzardo e ti faccio una proposta :
Perchè non scrivere senza tempo indicando gli accenti sulle sillabe dove li vuoi e indicando solamente il riferimento del tactus ?
mi piacerebbe, ma non so come fare. Suggerimenti (puoi anche mandarmi a quel paese a questo punto 😄 )?
Le misure che hai postato qui ok, ma a questo punto devi rivedere un pò tutto il testo.
Dirigendo e accompagnando cori da tanti anni ho imparato che spesso si ottiene lo stesso effetto semplificando le cose.
Se la metrica mista che hai scelto è voluta e ha lo scopo di dare un certo carattere al brano, devo dirti che ho ottenuto lo stesso effetto usando il metodo antico.
Dirigere all'antica significa dare il battere per ogni accento tonico della parola e segnare i movimenti deboli con altri gesti che spesso seguono le sillabe e le dinamiche.
Ho provato a dirigere con la tua metrica, poi ho provato a dirigere seguendo il testo all'antica e il risultato è stato lo stesso.
Le misure che hai postato qui ok, ma a questo punto devi rivedere un pò tutto il testo.
Dirigendo e accompagnando cori da tanti anni ho imparato che spesso si ottiene lo stesso effetto semplificando le cose.
Se la metrica mista che hai scelto è voluta e ha lo scopo di dare un certo carattere al brano, devo dirti che ho ottenuto lo stesso effetto usando il metodo antico.
Dirigere all'antica significa dare il battere per ogni accento tonico della parola e segnare i movimenti deboli con altri gesti che spesso seguono le sillabe e le dinamiche.
Ho provato a dirigere con la tua metrica, poi ho provato a dirigere seguendo il testo all'antica e il risultato è stato lo stesso.
Allora perchè complicare le cose ?
hai perfettamente ragione, ma quello che dicevo è che non so come scrivere la partitura senza tempo utilizzando Finale o altro. Se c'è un software di notazione che lo fa potrei comunque provarci. Cerco in giro...
hai perfettamente ragione, ma quello che dicevo è che non so come scrivere la partitura senza tempo utilizzando Finale o altro. Se c'è un software di notazione che lo fa potrei comunque provarci. Cerco in giro...
Intanto per non mostrare il tempo, vai con la funzione "chiave di violino" e tra le scelte "non mostrare" ci dovrebbe essere il tempo in chiave.
per le stanghette delle battute, devi modificare il tipo di pentagramma e lo trovi sempre nella stessa funzione sopra se hai finale dal 2009 indietro, mentre nei nuovi finale la trovi in gestione partitura.
ecco, non per infierire, ma quando una sillaba inizia su tempo debole e continua sui tempi forti, è una sincope :-) a meno che tu non indichi un considerevole diminuendo sulla sillaba "-ve" e sulla "a" finale di "Maria", l'accento cadrà lì. O anche peggio: senza nessuna indicazione il modo "giusto" di eseguire una sincope è accentandola o accentandola facendo una messa di voce in crescendo.
ecco, non per infierire, ma quando una sillaba inizia su tempo debole e continua sui tempi forti, è una sincope :-) a meno che tu non indichi un considerevole diminuendo sulla sillaba "-ve" e sulla "a" finale di "Maria", l'accento cadrà lì. O anche peggio: senza nessuna indicazione il modo "giusto" di eseguire una sincope è accentandola o accentandola facendo una messa di voce in crescendo.
mah? a me questo sembra un po' strano, per me una sincope era un'altra cosa (ovvero nota sul tempo forte - nota di durata doppia sul tempo debole), ma a questo punto sto perdendo la trebisonda e non faccio più testo 🙂)
Spero che Frank non me ne vorrà se cito la sua partitura in allegato: a me qui sì che sembra che sia A-vè
nel senso, è un 4/4 quindi F-d-f-d scrive: pausa (F) - A(d) - ve(f) - pausa(d)
Voglio dire, c'è un diminuendo e per me è A-ve (non A-vè), ma metricamente la A è sul debole e la ve sul forte.
Poi io non lo leggerei comunque mai Avè perché conosco il latino e il testo mi indica cosa deve fare la voce (che è un po' il senso di quello che diceva prima rstrauss) e quindi non ci sarebbe nemmeno bisogno del diminuendo (ripeto - per me)...
Capisco anche d'altra parte che potresti senza indicazione dinamica interpretare un crescendo (sul mio dico, vedi quello che ho scritto prima in proposito, con gli allegati), ovviamente solo con strumenti a "sostegno"....
Se invece è solo una questione di indicazioni dinamiche allora .... e dillo subito no! 😃 :D
Intanto per non mostrare il tempo, vai con la funzione "chiave di violino" e tra le scelte "non mostrare" ci dovrebbe essere il tempo in chiave.
per le stanghette delle battute, devi modificare il tipo di pentagramma e lo trovi sempre nella stessa funzione sopra se hai finale dal 2009 indietro, mentre nei nuovi finale la trovi in gestione partitura.
Curiosità: cosa cambierebbe riscrivendo l'inizio come vedi sotto?
La tua idea musicale ne risulterebbe irrimediabilmente distorta?
Lo domando perché una scrittura metrica così complicata rende il brano sostanzialmente inaffrontabile dalla maggior parte dei cori (e non parlo solo dei soli cori amatoriali: ci sono anche cori professionali che di fronte a una pagina del genere, non la prenderebbero tanto bene).
La questione mi interessa non per il caso specifico, ma in termini più generali. Anch'io spesso mi trovo ad affontare il problema della complessità. La mia scrittura è difficile, e qualche volta ho avuto vita dura con musicisti che non fossero molto bravi, o molto volenterosi. Al di là della scrittura corale (il coro presenta infatti variabili del tutto peculiari) bisogna anche tenere conto che spesso gli ensemble, anche eccellenti, hanno poche prove a disposizione. Se puoi rendere la tua idea con una scrittura che può essere decifrata immediatamente, e realizzata senza problemi, perché adottare una scrittura che complica la vita a chi deve suonare/cantare? In tal modo, rischi che la tua stessa idea musicale non passi (proprio perché i musicisti stessi non la capiscono, dal momento che sono troppo impegnati a "suonare le note"): è una cosa che sperimento sulla mia pelle, e continuo a lavorarci sopra.
PS ovviamente temo che fare musica con software invece che con persone in carne e ossa non sia d'aiuto, in questo caso.
Curiosità: cosa cambierebbe riscrivendo l'inizio come vedi sotto?
La tua idea musicale ne risulterebbe irrimediabilmente distorta?
Lo domando perché una scrittura metrica così complicata rende il brano sostanzialmente inaffrontabile dalla maggior parte dei cori (e non parlo solo dei soli cori amatoriali: ci sono anche cori professionali che di fronte a una pagina del genere, non la prenderebbero tanto bene).
La questione mi interessa non per il caso specifico, ma in termini più generali. Anch'io spesso mi trovo ad affontare il problema della complessità. La mia scrittura è difficile, e qualche volta ho avuto vita dura con musicisti che non fossero molto bravi, o molto volenterosi. Al di là della scrittura corale (il coro presenta infatti variabili del tutto peculiari) bisogna anche tenere conto che spesso gli ensemble, anche eccellenti, hanno poche prove a disposizione. Se puoi rendere la tua idea con una scrittura che può essere decifrata immediatamente, e realizzata senza problemi, perché adottare una scrittura che complica la vita a chi deve suonare/cantare? In tal modo, rischi che la tua stessa idea musicale non passi (proprio perché i musicisti stessi non la capiscono, dal momento che sono troppo impegnati a "suonare le note"): è una cosa che sperimento sulla mia pelle, e continuo a lavorarci sopra.
PS ovviamente temo che fare musica con software invece che con persone in carne e ossa non sia d'aiuto, in questo caso.
Concordo.
Aneddoto : in un mio quartetto, ligio alla tecnica che ho studiato, ho indicato fa doppio # perché ero in tonalità di Re# magg.
Mi sono sentito dire da uno dei musicisti : ma perché FA doppio # ... non era meglio sol ?
Impagabile, per tutto il resto c'è Mastercard !!!! 🥷