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Laboratorio Pianoforte 2012

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Frank

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Risposta 141 di rstrauss

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Udine

Frank ha scritto:

...e dovresti provare togliendo pure il fa#, con alcuni dovuti aggiustamenti all'accompagnamento che cosa viene fuori?

Io penso che lui abbia scelto Mi+ solo perchè “doveva” presentare il tema nella tonalità della dominante, ma il suo istinto va contro questo suo intento razionale … tanto valeva assecondarlo, vista l’armonia che ha usato, e dare maggiore coesione a tutto.

appena ho un momento ci provo e sottoscrivo ... si è sentito ingabbiato dalla forma "sonata".

Frank ha scritto:

Chi ha detto che il tradizionale schema della forma sonata classica va bene per un tema di Rachmaninoff? Ok partire da un assetto formale, ma poi plasmarlo al materiale.

Sarebbe interessante studiarsi un po’ le sonate di Chopin in relazione a questo aspetto, magari la n 2 op 35.

Questa è la sonata meno "sonata" di Chopin, infatti con la n. 3 in si minore è ritornato un pò più "tradizionale" se così si può dire di Chopin.

Senza contare l'enigmatico 4° tempo ...

Frank ha scritto:

Beh, il gusto si forma, e se a Raffaele venisse un giorno un idea come quella di Rach sentirebbe maggiormente il peso della scelta perchè non avrebbe l' "alibi" che il tema non è suo 😉

giust.

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Risposta 143 di raffaeleb

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Modica (Rg)

Non pensavo di suscitare un dibattito.

Voglio solamente aggiungere che io nello scrivere il brano ho tentato di stravolgere un poco.

Ma come dicevo tempo fa i brani in minore mi rattristano un poco.

Devo dire la verità apprezzo il brano originale di Rachmaninow.

Capisco che è intriso di molta malinconia che a dire il vero mi resta appiccicata addosso sentendolo.

qualche pagina fa dicevo con convinzione di aver ricercato una atmosfera che strauss ha definito dissacrante.

Può darsi che sia anche dissacrante e me ne rendo conto ascoltando il brano di Rach.

Avevo cominciato con un tempo andante ma mi venivano in mente immagini un po funeree e malinconiche.

Forse è un mio periodo quello di rifuggire da quelle sensazioni.

Per il momento ricerco un po di pace e divertimento.

Comunque grazie delle vostre critiche costruttive sono davvero illuminanti!!!!

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Risposta 145 di Frank

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Scusa CromaDiBrera, ti ho scritto una stupidata...mi dimenticavo anche di Modale, del quale sto commentando il brano 😃

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Risposta 146 di Frank

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Commento al kirie di Modale

Mi piace molto come suona, ho ascoltato negli ultimi mesetti diverse tue proposte e le tracce del tuo stile sono riscontrabili anche in questo lavoro ed è segno di maturità (ma non serve che venga a dirtelo io, penso però che faccia piacere sentirselo dire).

Dopo una breve introduzione percepisco la reminiscenza del tema che viene utilizzata durante l’elaborazione basata sull’ “espansione”, nello scorrere della musica, delle sue caratteristiche o di quello che ti è piaciuto “pescare”; chiaramente i tratti più interessanti come i contenuti armonici della terza battuta più le appoggiature preparate caratteristiche della conduzione melodica del tema (che dilatandosi diventano ribattuti e sempre più frequentemente reiterati con altri frammenti melodici) … fusi ad elementi dell’introduzione stessa.

Ci sono evidenti punti di tensione e distensione, un brano che funziona bene all’ascolto e suonato anche con decisione, disinvoltura, passione … insomma, si sente che improvvisi per mestiere 😉 ed è quello che mi aspetto da uno che ha fatto la tua scelta.

Complimenti; sarei curioso e ti invito pubblicamente a partecipare al laboratorio di fine ottobre per la musica da camera, se tu trovassi un paio di musicisti con i quali hai un bel fair play … si tratta di un Trio violino, violoncello e pianoforte.

Io la butto li, c’è tempo …

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Risposta 147 di Zaccaria

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Non disponibile

Approfitto per chiedere

Frank ha scritto:

il tema del prossimo LAB per il pf (di cui non ho ancora fatto nomi, ma penso contenga un difetto e non di scrittura)

Adesso sappiamo che il tema è di Rachmaninoff, qual'era il problema?

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Risposta 148 di modale

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Eccomi, sono a casa.

Ho ascoltato i brani, non ho guardato gli spartiti, in quanto ritengo che l’interpretazione sia un aspetto fondamentale.

Ho notato la passione e l’amore con i quali i musicisti di questo forum si sono impegnati e sicuramente ciò rappresenta un fattore di coesione della nostra categoria. Mai come ora vale il proverbio: “per aspera ad astra”. Certo i risultati si ottengono con l’amore per la musica e attraverso l’impegno a 360 gradi nell’ambito dello studio della musica, non trascurando di essa nessun aspetto……la line melodica……la base armonica……..il ritmo……..l’interpretazione……

Proprio sulla base del concetto appena espresso, ho elaborato i miei commenti.

Cercherò di mettere da parte la mia naturale attitudine verso l’armonia modale per dare un giudizio “tonale”. Sono convinto comunque che,anche se inconsapevolmente, sotto…sotto il parere sarà comuque inquinato, quindi vi prego consideratelo marginale.

Comincio da ciò che non mi è piaciuto.

In generale ho notato da parte di molti una propensione ad una alternanza reiterata basso accordo piuttosto accentuata che a mio parere crea una delimitazione ritmica incompatibile con la recezione delle varianti armoniche e della line melodica.

Tale disposizione si nota meno nel brano di Anonimo e di Frank il quale ha saputo ben dosare l’aspetto ritmico utilizzando spesso dei rallentamenti ed accelerazioni molto garbati e poco percettibili.

Dal punto di vista strettamente armonico, ho trovato interessante il brano di Gozzo ed anche quello di Jamsession i quali e soprattutto il primo sono andati oltre le tipiche modulazioni armoniche che caratterizzano molta parte dei brani classici.

Dal punto di vista della line ho gradito la costruzione melodica di Frank.

Dal punto di vista della interpretazione, del “feeling” o “sensualità”, la performance di Frank è senza dubbio, a mio avviso, quella meno delimitata.

Ho notato in tutte le performance degli aspetti positivi che vanno coltivati e degli aspetti negativi che vanno a mio avviso rivisti, in particolare l’aspetto ritmico che a mio parere non deve prevalere sugli altri elementi compositivi, rischiando di soffocarli.

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Risposta 149 di JamSession

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Grazie Modale per il parere, del resto ad un jazzista piace l'armonia Jazz ... chiaro che ti sia piaciuta la mia armonizzazione e le contaminazioni di Gozzo.

Ho idea che Rachmaninoff di abbia deluso e non ho capito bene cosa intendi con aspetto ritmico.

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Risposta 150 di Margherita1

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Grazie Modale per i suggerimenti, forse si intendi ritmo armonico? Perche se tu ti riferissi alla mera scansione ritmica, sai che ad esempio il mio è prodotto da un PC...ai voglia a spiegargli l'agogica 🙁

Se invece di riferissi a quello armonico, però io tutta sta irregolarità nel tema non ce la sento e neppure nello sviluppo originale.

Che ne dici?

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Risposta 151 di modale

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Risposta per Jamsession e Margherita 1

Non ritengo che vedere e comporre a 360 gradi o quasi dal punto di vista della armonia sia una prerogativa del jazz solamente. Il jazz, non parlo di swing, ha questa caratteristica ma anche molti musicisti classici la possiedono. Quindi complimenti e non relegare te stesso in una nicchia stilistica.

Per aspetto ritmico intendo la scansione ritmica e non il ritmo armonico che d'altronde non ho menzionato nel mio commento.

Vi prego, non ritenete i miei dei consigli, me ne guardo bene dal darli, il mio è semplicemete un commento personale. Il ritmo armonico che ho ascoltato nei brani presentati dal punto di vista tonale è ottimo.

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Risposta 152 di JamSession

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Faccio la parte dell'avvocato del diavolo

modale ha scritto:

Dal punto di vista strettamente armonico, ho trovato interessante il brano di Gozzo ed anche quello di Jamsession i quali e soprattutto il primo sono andati oltre le tipiche modulazioni armoniche che caratterizzano molta parte dei brani classici.

modale ha scritto:

Non ritengo che vedere e comporre a 360 gradi o quasi dal punto di vista della armonia sia una prerogativa del jazz solamente

Ergo, avevo capito bene.

Ritieni poco interessante l'armonia classica e quindi soffri anche Rachmaninoff 😉

Niente di male, ci mancherebbe altro ... ma questo sembra che dicano le tue parole.

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Risposta 153 di Margherita1

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modale ha scritto:

Per aspetto ritmico intendo la scansione ritmica

Ok, come a tutti non ritieni che il PC si un buon interprete...non so quanto utile come informazione, però ne prendo atto e l'idea di prendere più seriamente il playback è fra le mie prerogative, un sacco di musica ormai gira in forma digitale e non posso permettermi di suonare un orchestra 😉

Per cui devo curare l'agogica, grazie ancora per gli spunti Modale.

Poi non ho ancora centrato bene il commento sull'armonia in relazione alle modulazioni, che sono una prerogativa tonale che nel mondo classico esisteva fino a una certa data. Per cui, jazzisti a parte (per chi è tonale), per chi si muove fuori dalla tonalità sostanzialmente è nel mare della atonalità...per cui introdurre in questo ambito il concetto di modulazione lo vedo un po' forzato. Sbaglio?

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Risposta 154 di CromaDiBrera

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Ogni tanto, quando leggo certe vostre discussioni, mi sembra di essere "de coccio", come si dice a Roma... Cioè non capisco 🙂 A prescindere dal fatto che la scansione ritmica (ma anche il ritmo armonico) è dato dalla scrittura, e non da come lo suona il computer (dico a margherita), non riesco a seguirvi sul discorso classica, jazz, tonale, atonale e via dicendo; cosa è "classica"? Per quello che ne so, un accordo di settima di seconda specie senza preparazione è già "non classica", senza che ciò sia "jazz" o "atonale". Quanto al modale, non è che sia una prerogativa del jazz, anzi! Microcosmos di Bartok è tutto modale, senza aver nulla a che spartire con il jazz; lo stesso Rachmaninoff e tutti i russi prima e dopo di lui (Ciaikovsky, Borodin, Musorgsky...); il nostro Respighi ha persino scritto un "concerto dorico", oltre a molti lavori di recupero della modalità antica; persino Bach usa, di passaggio, cadenze "bitonali"... La musica classica è piena di episodi modali, anche se non si può dire che nel '700 fossero altrettanto frequenti che in tempi successivi (o anche di molto precedenti).

Voglio dire che non c'è realmente un elemento musicale capace di far appiccicare etichette: dipende, invece, dal contesto d'insieme: Kapustin, per esempio, usa moltissimi elementi musicali del jazz, ma nessuno lo classifica in quel genere...

P.S. La 9 è mia.

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Risposta 155 di Margherita1

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CromaDiBrera ha scritto:

Ogni tanto, quando leggo certe vostre discussioni, mi sembra di essere "de coccio", come si dice a Roma... Cioè non capisco 🙂 A prescindere dal fatto che la scansione ritmica (ma anche il ritmo armonico) è dato dalla scrittura, e non da come lo suona il computer (dico a margherita), non riesco a seguirvi sul discorso classica, jazz, tonale, atonale e via dicendo; cosa è "classica"? Per quello che ne so, un accordo di settima di seconda specie senza preparazione è già "non classica", senza che ciò sia "jazz" o "atonale". Quanto al modale, non è che sia una prerogativa del jazz, anzi! Microcosmos di Bartok è tutto modale, senza aver nulla a che spartire con il jazz; lo stesso Rachmaninoff e tutti i russi prima e dopo di lui (Ciaikovsky, Borodin, Musorgsky...); il nostro Respighi ha persino scritto un "concerto dorico", oltre a molti lavori di recupero della modalità antica; persino Bach usa, di passaggio, cadenze "bitonali"... La musica classica è piena di episodi modali, anche se non si può dire che nel '700 fossero altrettanto frequenti che in tempi successivi (o anche di molto precedenti).

Voglio dire che non c'è realmente un elemento musicale capace di far appiccicare etichette: dipende, invece, dal contesto d'insieme: Kapustin, per esempio, usa moltissimi elementi musicali del jazz, ma nessuno lo classifica in quel genere...

Ma oltre ad essere d'accordo 🙂, in un brano modale come ci infili una modulazione? Ah..la modalità l'ho infilata nel MARE della atonalità, infatti qui si parlava del 70% brani tonali, dove la modalità è l'elemento chiave e degli altri dove la parola modalità non ci azzecca.

Insomma stesso criterio per due contenitori diversi... non applicabile 😉

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Risposta 156 di CromaDiBrera

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Margherita1 ha scritto:

Ma oltre ad essere d'accordo 🙂, in un brano modale come ci infili una modulazione?

Dipende anche dai modi che usi (e dal genere in cui le pratichi), ma spesso è con le progressioni.

Margherita1 ha scritto:

Ah..la modalità l'ho infilata nel MARE della atonalità, infatti qui si parlava del 70% brani tonali, dove la modalità è l'elemento chiave e degli altri dove la parola modalità non ci azzecca.

Insomma stesso criterio per due contenitori diversi... non applicabile 😉

Vedi che sono di coccio? Non ho capito... 🙂 Comunque non fa niente... Basta intendersi, però, che, quando si parla di modalità, siamo comunque in ambito tonale.

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Risposta 157 di CromaDiBrera

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JamSession ha scritto:

Ritieni poco interessante l'armonia classica e quindi soffri anche Rachmaninoff 😉

Niente di male, ci mancherebbe altro ... ma questo sembra che dicano le tue parole.

A me non sembra affatto che dica questo, sinceramente.

Moderatore

Risposta 158 di modale

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😳 Che casino.......non ci capisco più un c.....

Siete dei gran pasticcioni ma tremendamente simpatici.

Vorrei soltanto dire che (secondo me ovviamente) la musica è: "un'erba spontanea e non una pianta da giardino".

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Risposta 159 di modale

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Anche se non è attinente al laboratorio che stiamo trattando, colgo l'occasione per darvi il link dell'unica partitura i mio possesso ottenuta collegando un piano digitale ad un pc; l'operazione è stata fatta in studio da tecnico perchè io sono un pò imbranato con i computers, poi non ci ho più pensato alla possibilità di fare spartiti, forse perchè non ne vedo l'utilità in relazione alla loro possibile utenza.

Sono curioso di conoscere i vostri pareri. Chi sa se da voi mi verrà lo stimolo a farne altri...... 🙂

grazie a tutti

http://www.pianoconc...n-k1-partitura/

Moderatore

Risposta 160 di Frank

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Zaccaria ha scritto:

Adesso sappiamo che il tema è di Rachmaninoff, qual'era il problema?

A battuta 2 la versione originale a battuta 10 del mio notturno quella che preferisco 😉

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