Tiger ha scritto:
Per cui la musica moderna è al di fuori del teatro 🙂
O in uno schermo televisivo o su un palco...rispettivamente musica da Film e Jazz (se ci dimentichiamo per un attimo della musica leggera)
Avviata da
stefano
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Tiger ha scritto:
Per cui la musica moderna è al di fuori del teatro 🙂
O in uno schermo televisivo o su un palco...rispettivamente musica da Film e Jazz (se ci dimentichiamo per un attimo della musica leggera)
Membro
Tiger ha scritto:
Esatto Daniele, c'è a chi piace la musica leggera, chi la musica antica e oggi possiamo dire, chi piace la musica moderna.
Ora il direttore artistico di un teatro cosa dovrebbe proporre? Ovviamente la musica che fa il pieno. Grazie Terenzio. Per cui la musica moderna è al di fuori del teatro 🙂
Scusami, ma nel tuo ragionamento c'è qualcosa che non mi è chiaro: non ho ben capito cosa intendi tu per musica moderna.
Comunque sia un direttore di un teatro votato alla musica classico-lirica-colta contemporanea, ha- come ho già scritto - purtroppo, un dovere legato al pareggio di bilancio. Questa è la spada di Damocle che inevitabilmente pende sulla sua testa, aldilà delle sue reali o presunte intenzioni.
Fatto la tara di questo, mi sembra - e il Teatro di Bologna ne è un esempio - che oggi rispetto al passato, si cerchi di lanciare repertori più nuovi se non proprio contemporanei.
L'anno scorso fra le altre cose c'è stato un bellissimo accostamento Nono/Beethoven. Quest'anno Sciarrino e altro ancora.
Questo è sicuramente un primo passo verso un appropriamento di nuova musica di spazi classici. L'importante è perseverare e sperare che alla fine i conti tornino.
Membro
Cosa non è chiaro?
Sarà mica musica moderna la musica ottocentesca. E devo dire che pure nono proprio moderno non lo è più da decenni. Questo non vuol dire che non ha valore...ma semplicemente è musica storicizzata. Il teatro segue i bilanci, per cui segue la platea, per cui non c'è spazio per la musica scritta dal 2000 in poi e ce n'è prochissimo per la musica scritta dal 1900 al 2000. Probabilmente ha ragione VideoClip.
Membro
Guarda che io non penso che la musica dell'800 sia moderna. Il punto dell'incomprensione è semplicemente dovuta al fatto che tu hai introdotto nel discorso la Pausini e allora mi domandavo se per musica moderna intendessi, quella musica o, viceversa la musica colta di oggi e, tuttalpiù di ieri.
Chiarito questo: io continuo a pensare che la strada giusta sia quella da me indicata. Poi va bene anche quello che dice Videoclip.
Membro
La musica dell '800 è musica dell' '800, tant'è che non risponde più all'esigenza dell'uomo moderno ma ad un minuscolo sottinsieme di ascoltatori "affezionati" e nostalgici. (Discorso che vale ovviamente anche per la musica del '900).
Non parliamo dell'opera, definitivamente morta e defunzionalizzata. Insomma, che non serve più ad aggregare (e stimolo per uscire di casa) ma al massimo a creare "dispute" sul WEB su chi ce l'ha più duro ... va beh! Altro discorso
Membro
Tiger ha scritto:
ma al massimo a creare "dispute" sul WEB su chi ce l'ha più duro ... va beh! Altro discorso
...uhmmmm!!!
Stavo pensando che io ce l'ho morbido e dunque è meglio veramente che lasci perdere.
Moderatore
danielescarpetti ha scritto:
La mia esperienza di semplice ascoltatore, mi dice che la costanza premia, appunto, la ragione. E dunque non bisogna demordere da questa strada.
A mio avviso questo dipende relativamente dal compositore.
Membro
Natan ha scritto:
i. Non è il pubblico a dover essere educato, ma i direttori artistici...che ormai si sono atrofizzati.
Darei una lettura all'articolo proposto qui
http://www.pianoconcerto.it/forum/index.php?/topic/5719-ivan-fedele-premio-honegger-2016/
Membro
Frank ha scritto:
A mio avviso questo dipende relativamente dal compositore.
Il compositore fa il suo mestiere e lo fa in base a quei parametri che lui ritiene più in linea - come avrebbe detto Beethoven - con la sua "musa ispiratrice",
L'educazione alla musica - come a tutta la cultura del resto - dipende invece innanzi tutto, da chi governa e da chi ricopre ruoli di acculturamento generale in una società.
Se ci aspettiamo che venga dal basso ... aspettiamo un pezzo. Anzi: requiem aeternam!
Membro
A me sembra che la musica contemporanea sia eseguita, forse meno seguita.
Sull'esecuzione di brani scritti oggi, forse dipende anche dai contenuti artistici
Esempino di musica di oggi eseguita ed ascoltata 🙂
http://www.ilcorrieremusicale.it/2012/11/07/franck-bedrossian-manifesto/
Moderatore
danielescarpetti ha scritto:
Il compositore fa il suo mestiere e lo fa in base a quei parametri che lui ritiene più in linea
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> L'educazione alla musica - come a tutta la cultura del resto - dipende invece innanzi tutto,
> da chi governa e da chi ricopre ruoli di acculturamento generale in una società.
Certo, però...
Io capisco di più chi ha iniziato a fumare negli anni '50 rispetto ad uno che inizia oggi. Capisci che non regge la scusa "non lo sapevo", etc.
Per me per la cultura è lo stesso, mediamente una persona normale di OGGI è laureta (nessuno più si ferma alla terza elementare); se uno non capisce che l'autonomia (in tutti i campi) si acquisce conoscendo, comprendi che non può essere un problema di chi cerca di essere meno ignorante possibile?
Diciamo che
> Se ci aspettiamo che venga dal basso
Oggi come oggi, tanto meno "Se ci aspettiamo che venga dal governo". Troppo comodo aspettare sempre gli altri...sei laureato ("tu maiestatis")? E non hai ancora capito che serve "CONOSCERE"?
Membro
E' un discorso assai complesso caro Frank. In realtà un qualcosa del genere lo affrontammo anche in passato in un altro forum, se ti ricordi.
Certo: teoricamente una maggiore scolarizzazione avrebbe dovuto portare ad un acculturamento generale maggiore e dunque ad una maggiore consapevolezza, ricerca, amore di ciò che è alla base del nostro comune sapere.
In realtà così non è stato! E sul perché così non è stato ci si può tranquillamente sbizzarrire e ogni risposta - naturalmente pertinente - può essere giusta e calzare almeno in parte.
Almeno in parte perché appunto non c'è una risposta unica e decisiva, e tutto quello che possiamo dire in merito è comunque sempre relativo e non assoluto.
Fatto sta che noi ci troviamo in una sorta di impasse: dal basso la cosa non può nascere e chi, dovrebbe agevolare una rinascita culturale, non ha le capacità o i mezzi per farlo.
Dunque, come uscirne? Lasciare che tutto vada per la sua strada e cioè ad una deriva della nostra cultura o provare a cercare di invertire la rotta, ognuno in base alle sue possibilità e capacità!
Domanda retorica per me! Ovvio che opto per la seconda soluzione, salutando per altro ogni segno che, provenendo dall'alto mi dica che qualcosa sta cambiando in meglio.
Piccolo esempio: fino a pochissimo tempo fa chi avrebbe immaginato che ci sarebbe stata una rete Rai televisiva dedicata alla cultura e anche alla musica colta? Alzi la mano!
Oggi c'è ed è Rai 5! Molto migliorabile certamente ma c'è!
Altro esempio: fino a poco tempo fa chi avrebbe pensato che ci sarebbero stati dei governanti che parlavano di cultura? Alzi la mano!
Oggi ci sono! E so già cosa diranno molti di voi: solo chiacchere. Ebbene andate a domandarlo, ad esempio all'Accademia Musicale pianistica di Imola se sono veramente solo state chiacchere o se per loro - e chi come loro - qualcosa non sia veramente cambiato in meglio.
Membro
Discussione interessante, soprattutto per le domande che suscita. Non posso non condividere l’opinione di Daniele Scarpetti: il posto che occupano le None Sinfonie non è sottratto alla musica contemporanea. Meno None Sinfonie non significa più musica contemporanea. Allo stesso tempo, non posso non condividere l’opinione di Natan: che senso ha buttare dei soldi per una Nona Sinfonia come questa? Volendo, come scherzo può anche essere divertente, ma ne vale la pena? Del resto, è altrettanto evidente che questo scherzo funziona – se funziona – solo se applicato a una icona come la Nona Sinfonia di Beethoven e non, poniamo, alla quarantatreesima Sinfonia di Sammartini (dico un numero a caso, non l’ho mai ascoltata la quarantatreesima Sinfonia di Sammartini!).
Piuttosto mi chiederei: è meglio buttare i soldi per l’ennesima pessima versione della Nona Sinfonia di Beethoven oppure per la prima assoluta di un pessimo brano appena scritto?
Teniamo anche presente che la Nona Sinfonia, tutto sommato, non risente troppo di pessime esecuzioni, perché tutti ne conosciamo ottime versioni, e in ogni caso ha il suo statuto di capolavoro che nessuno può discutere. Invece cosa succede con una interpretazione approssimativa – o pessima – di un nuovo lavoro, che non sappiamo se è buono o meno?
Mi chiedo anche – leggendo quanto scrive Terenzio – cosa succede effettivamente quando a concerto ascoltiamo un pessimo Beethoven, oppure un pessimo Mozart (e Mozart in particolare, quant’è difficile ascoltarne una versione sensata!). Tipica critica alla Adorno: il pubblico esce di sala anestetizzato e soddisfatto, in realtà non ha capito nulla; o magari gli “esperti” commentano che i legni erano squilibrati rispetto agli archi (i due atteggiamenti sono in fondo le due facce della stessa medaglia). Eppure la grandezza di Beethoven e di Mozart e di Mendelssohn e di Brahms rimane indiscutibile, no? E giustamente i Direttori artistici continueranno a programmarli.
Moderatore
RedScharlach ha scritto:
Mi chiedo anche – leggendo quanto scrive Terenzio – cosa succede effettivamente quando a concerto ascoltiamo un pessimo Beethoven, oppure un pessimo Mozart (e Mozart in particolare, quant’è difficile ascoltarne una versione sensata!).
Quando dicevo "Questo si può leggere in tanti modi. Idee? (Conseguenze?)", pensavo anche a questo.
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RedScharlach ha scritto:
Piuttosto mi chiederei: è meglio buttare i soldi per l’ennesima pessima versione della Nona Sinfonia di Beethoven oppure per la prima assoluta di un pessimo brano appena scritto?
Io invece ho spostato il discorso leggermente più in la; perchè questo è il mio discorso e parafrasandoti:
è meglio buttare i soldi per l’ennesima pessima versione della Nona Sinfonia di Beethoven oppure INVESTIRE in una prima assoluta di un ECCELLENTE (che appunto bisogna saper valutare) brano appena scritto?
E' ovvio che se il brano appena scritto è pessimo non si deve eseguire, ma stiamo confrondo carta con performance. Sulla carta si può valutare se un brano ne vale la pena. Appunto, ad essere capaci! Allora nel dubbio meglio eseguire una nona, anche se sappiamo già che verrà fuori una minchiata ... di scherzo
Membro
Se intepretare i classici non avesse più nessun senso, non lo avrebbe neppure recitare Euripide e Shakespeare.
Il lavoro è lo stesso... arte interpretativa.
(Massì... Chiudiamo tutti i teatri che di quelle rotture infinite e noiose non ne possiamo più...)
Membro
Natan ha scritto:
E' ovvio che se il brano appena scritto è pessimo non si deve eseguire ...
A dire il vero, per me non è tanto ovvio. Non sono tanto sicuro che fra una ennesima pessima Nona Sinfonia e una prima - e ultima - esecuzione di un pessimo nuovo brano sia da privilegiare la Nona Sinfonia (ovviamente stiamo parlando in linea ideale, senza considerazioni “di cassetta”).
Aggiungo un’altra cosa, giusto per andare fuori tema, ma riprendendo il discorso “cosa succede effettivamente quando a concerto ascoltiamo un pessimo Beethoven, oppure un pessimo Mozart”. Non è capitato anche a voi, ascoltando proprio le interpretazioni più improbabili o più indifendibili, di notare in una musica conosciutissima qualcosa di oggettivo ma anche inaudito e soprendente e magari entusiasmante o rivelatorio? E questo nonostante la pessima intepretazione - o forse proprio a causa della pessima interpretazione - come quella di questo Scherzo.
Membro
Dopo due giorni di profonda riflessione credo di aver colto il senso profondo di questa esperienza artistico-esistenziale: questo giovinetto ha male interpretato il consiglio datogli dal suo terapeuta-sessuologo: "vai piano e batti lento per raggiungere la gioia finale"
Membro
Celibidache ha scritto:
(Massì... Chiudiamo tutti i teatri che di quelle rotture infinite e noiose non ne possiamo più...)
Più che altro lasciamo spazio all'arte a 360° e non solo ai soliti pezzi che fatturano 🙂
PS
Eppoi la musica è TUTTA interpretata, il lavoro è sempre lo stesso pure per i brani scritti nel 2016 😉
Membro
... hanno tagliato gli applausi alla fine perchè duravano 45 minuti 🙂