Bianca ha scritto:
Forse non mi sono spiegata bene. Questa domanda ti riporterà di nuovo ad un perché e a una serie di pareri contrastanti. Prima di pensare a questo o quel compositore, si dovrebbe stabilire un criterio concreto di valutazione, un metro di paragone valido a prescindere dall'opinione, ammesso che esista e condividerlo con una comunità. In genere questo non si fa per cui non se ne viene mai a capo. Può sembrare abbastanza azzardato un tentativo del genere, ma in altri campi apparentemente anche più refrattari all'applicazione di un metodo scientifico, sono già stati fatti numerosi tentativi e anche di successo.
No, Bianca non sei tu che ti spieghi male, sono io che ho dei grossi limiti! 🙂
Dal mio punto di vista un "criterio concreto di valutazione" potrebbe eventualmente servire se qui noi volessimo determinare chi è stato il più grande compositore. Naturalmente, quel criterio, dovrebbe essere condiviso da tutti e una volta approvato, sarebbe pressoché insindacabile, a prescindere sempre dai gusti legittimi di ognuno di noi.
Ma non è questo il punto della questione!
Il punto è che ci troviamo di fronte ad un compositore, sicuramente grandissimo che nell'arco ormai di due secoli dalla sua morte, nonostante i ripetuti attacchi provenienti da tanti intelletuali a vario titolo - e questo soprattutto in un periodo che va dall'inizio del secolo scorso a circa gli anni 80, ma non solo - continua, con alti e bassi, a dominare nella voglia di ascolto. Naturalmente questo,presso a quel pubblico che almeno in minima parte si interessa a questo tipo di musica. Ripeto, questo è un dato di fatto. Un dato di fatto che qualcuno lo osannerà e altri lo prenderanno con un discreto mal di pancia ma, è un dato di fatto.
Detto ciò, viene spontaneo domandarsi come mai? Come mai proprio Betthoven e non un altro?
Attenzione! Sono perfettamente consapevole che da un punto di vista mediatico, a partire - grosso modo - dagli anni 20, sempre del secolo scorso, la figura di Mozart ha preso il sopravvento. Nonostante ciò, però, a parte le sue opere teatrali maggiori, le sue ultime sinfonie, i suoi concerti per pianoforte più belli, Mozart non ha un ritmo d'esecuazione integrale come Beethoven. Ma non solo: direi che dopo la sbornia del 2006, la voglia di Mozart sia leggermente in calo. Ma questa è solo una mia sensazione.
Da contraltare a ciò, c' è un altro compositore che è Bach che, pur nella sua immensa grandezza, continua a trovare un grande riscontro di interesse, in particolar modo, solo nelle fascie più intelletuali e fra gli addetti ai lavori.
Sostanzialmente il quadro è così!
La domanda dunque, sorge spontanea: come mai cè tutt'ora ancora questo enorme bisogno di Beethoven?