L. V. Beethoven

Festival BeeThOven

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Azzurro

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Risposta 41 di LucaCavaliere

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Frank ha scritto:

Vogliamo parlare di alcune cantate?

Sì sì . . . (sempre al bar) . . . più che parlare, mi basta menzionare: Wachet auf!!! BWV140.... il coro iniziale mi entusiasma sempre. Da non riuscire a stare fermo. (ehm ehm ... Carl Richter sopra tutti)

Riguardo il tuo essere lontano dal classicismo e da Beethoven... io quindici anni fa, tra Bach e Beethoven, avrei risposto «Bach! Senza dubbio» (pur riconoscendo sempre il valore di Beethoven). Inoltre ascoltavo solo Barocco e pre-tonale. Ora invece sono immerso in classicismo e romanticismo....

Si va un po' a ondate. 🙄 ... Non credete anche voi? 🙂

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Risposta 42 di GILDA

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SAN PIERO A SIEVE

ssssscusate ma la musica non è bella perché varia? E' cosi meraviglioso poter ascoltare Bach , Beethoven, Mozart senza per questo dover porsi il problema di chi tira di più? Ogni compositore ha lasciato un'impronta necessaria ed è bello poter avere queste diversità sennò sai che noia solo Beethoven!! Io per esempio a volte ( a seconda dei giorni e dall'umore ) ascolto uno o ascolto un altro a secondo di come mi gira.....confesso che quando sono incavolata metto la quinta di Beethoven e l'ascolto proprio con soddisfazione.

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Risposta 44 di danielescarpetti

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Ma io sono completamente d'accordo con gli interventi di Luca, Gilda e Claudio. D'altra parte lo dimostro anche con il calendario No?

Nella vita c'è dei momenti in cui si ha bisogno più di una musica che di un'altra. Più di un compositore che di un altro. Più di un genere che di un altro. Più di un'epoca che di un'altra.

Personalmente posso dire che nei tanti momenti di sconforto che ho dovuto passare nella mia vita, se non ci fosse stato Beethoven, non saprei come avrei fatto. Ma questo è assolutamente soggettivo.

Beethoven è una costante della mia vita fin dalla più tenera età. Mentre gli altri hanno conosciuto delle stagioni, Beethoven è stato sempre presente.

Ma, tutto ciò, chiedo scusa per l'insistenza, continua a non rispondere alla domana. Perché ad esempio, in questo momento per festeggiare Abbado, su Rai 5, ripropongono l'integrale delle sinfonie di Beethoven con i Berliner del 2001. Qualcuno mi risponderà perché fu un grande evento. D'accordo! Ma guarda caso quando in quell'anno vennero in Italia non trovarono di meglio che proporre l'integrale delle sinfonie e dei concerti di Beethoven con un entusiasmante successo. E ancora una volta dunque, poi mi manderete a quel paese se non peggio: perché Beethoven?

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Risposta 45 di danielescarpetti

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danielescarpetti ha scritto:

Ne ho sentito la pubblicità su Radio tre, oltre alle sinfonie, tutti i concerti e le sonate.

Non male davvero. Spero solo che essendo l'orchestra sinfonica della Rai, Radio tre, in diferita, trasmetta almeno qualcosa.

Ancora una volta mi chiedo - domanda assolutamente retorica - come mai Beethoven. Come mai ancora sempre lui?

😍 :wub: 😍 :wub:

Esa-Pekka-Salonen

Gianandrea Noseda

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Risposta 46 di Bianca

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danielescarpetti ha scritto:

E ancora una volta dunque, poi mi manderete a quel paese se non peggio: perché Beethoven?

Io credo che la risposta te l'abbia già data Frank: “perché tira”. Non ce n'è un'altra.

Ora la sua risposta aveva il punto interrogativo, ma per scritto può valere sia da domanda retorica che da quesito. L’integrale sinfonica di Beethoven piace forse in media più di tutto il resto e per questo è sempre in repertorio e, viceversa, è sempre in repertorio perché mediamente piace al pubblico. È come tutti gli altri fenomeni umani (e non solo ovviamente), non hanno una precisa e inequivocabile ragione, ma derivano da un insieme convergente e interferente di forze. Se tu continuerai a chiederti il perché, non credo otterrai mai soddisfazione: perché l’essere piuttosto che il nulla?

Tuttavia capisco bene il tuo dubbio, se così posso chiamarlo, e ti vorrei suggerire un’altra strada. Anziché del “perché” chiediti del “come”. Se non altro potresti costringere chi ti risponde a darti una spiegazione meno soggettiva e più suggestiva, a darti conto di una motivazione e non semplicemente di un gusto.

Come si potrebbe, per esempio, definire dei criteri di priorità, in qualche modo misurabili?

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Risposta 47 di danielescarpetti

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Intanto i due maestri hanno già dato una risposta sul perché! Poi si può, come sempre, essere d'accordo o meno!

Comunque, va bene Bianca: la domanda può essere anche: come le sinfonie, i concerti, i quartetti e le sonate di Beethoven sono diventati, nelle loro integrali, i più eseguiti e i più richiesti?

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Risposta 48 di Bianca

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danielescarpetti ha scritto:

Comunque, va bene Bianca: la domanda può essere anche: come le sinfonie, i concerti, i quartetti e le sonate di Beethoven sono diventati, nelle loro integrali, i più eseguiti e i più richiesti?

Forse non mi sono spiegata bene. Questa domanda ti riporterà di nuovo ad un perché e a una serie di pareri contrastanti. Prima di pensare a questo o quel compositore, si dovrebbe stabilire un criterio concreto di valutazione, un metro di paragone valido a prescindere dall'opinione, ammesso che esista e condividerlo con una comunità. In genere questo non si fa per cui non se ne viene mai a capo. Può sembrare abbastanza azzardato un tentativo del genere, ma in altri campi apparentemente anche più refrattari all'applicazione di un metodo scientifico, sono già stati fatti numerosi tentativi e anche di successo.

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Risposta 49 di LucaCavaliere

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Bianca ha scritto:

Prima di pensare a questo o quel compositore, si dovrebbe stabilire un criterio concreto di valutazione, un metro di paragone valido a prescindere dall'opinione

Aiuto! 😶

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Risposta 51 di danielescarpetti

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Bianca ha scritto:

Forse non mi sono spiegata bene. Questa domanda ti riporterà di nuovo ad un perché e a una serie di pareri contrastanti. Prima di pensare a questo o quel compositore, si dovrebbe stabilire un criterio concreto di valutazione, un metro di paragone valido a prescindere dall'opinione, ammesso che esista e condividerlo con una comunità. In genere questo non si fa per cui non se ne viene mai a capo. Può sembrare abbastanza azzardato un tentativo del genere, ma in altri campi apparentemente anche più refrattari all'applicazione di un metodo scientifico, sono già stati fatti numerosi tentativi e anche di successo.

No, Bianca non sei tu che ti spieghi male, sono io che ho dei grossi limiti! 🙂

Dal mio punto di vista un "criterio concreto di valutazione" potrebbe eventualmente servire se qui noi volessimo determinare chi è stato il più grande compositore. Naturalmente, quel criterio, dovrebbe essere condiviso da tutti e una volta approvato, sarebbe pressoché insindacabile, a prescindere sempre dai gusti legittimi di ognuno di noi.

Ma non è questo il punto della questione!

Il punto è che ci troviamo di fronte ad un compositore, sicuramente grandissimo che nell'arco ormai di due secoli dalla sua morte, nonostante i ripetuti attacchi provenienti da tanti intelletuali a vario titolo - e questo soprattutto in un periodo che va dall'inizio del secolo scorso a circa gli anni 80, ma non solo - continua, con alti e bassi, a dominare nella voglia di ascolto. Naturalmente questo,presso a quel pubblico che almeno in minima parte si interessa a questo tipo di musica. Ripeto, questo è un dato di fatto. Un dato di fatto che qualcuno lo osannerà e altri lo prenderanno con un discreto mal di pancia ma, è un dato di fatto.

Detto ciò, viene spontaneo domandarsi come mai? Come mai proprio Betthoven e non un altro?

Attenzione! Sono perfettamente consapevole che da un punto di vista mediatico, a partire - grosso modo - dagli anni 20, sempre del secolo scorso, la figura di Mozart ha preso il sopravvento. Nonostante ciò, però, a parte le sue opere teatrali maggiori, le sue ultime sinfonie, i suoi concerti per pianoforte più belli, Mozart non ha un ritmo d'esecuazione integrale come Beethoven. Ma non solo: direi che dopo la sbornia del 2006, la voglia di Mozart sia leggermente in calo. Ma questa è solo una mia sensazione.

Da contraltare a ciò, c' è un altro compositore che è Bach che, pur nella sua immensa grandezza, continua a trovare un grande riscontro di interesse, in particolar modo, solo nelle fascie più intelletuali e fra gli addetti ai lavori.

Sostanzialmente il quadro è così!

La domanda dunque, sorge spontanea: come mai cè tutt'ora ancora questo enorme bisogno di Beethoven?

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Risposta 52 di Oracolo

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danielescarpetti ha scritto:

Da contraltare a ciò, c' è un altro compositore che è Bach che, pur nella sua immensa grandezza, continua a trovare un grande riscontro di interesse, in particolar modo, solo nelle fascie più intelletuali e fra gli addetti ai lavori.

In effetti i breaker ...sono tipici addetti ai lavori 🙂 ... del resto non mi sembra che i bach singer si rivolgano a intellettuali. In generale a me sembra che ognuno voglia vedere quello che vuole...

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Risposta 53 di LucaCavaliere

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Perché Beethoven tira di più?…Perché le esecuzioni integrali del sue sonate, quartetti, sinfonie hanno più richiamo?… Perché la Nona o L’Eroica sono sempre in ballo quando c’è da celebrare commemorare qualcosa?…

Il “problema” Beethoven è una di quelle domande in cui la domanda stessa è più importante di risposte che abbiano solide basi: metri di paragone, metodi certi, criteri concreti, verificabili…

Ho ascoltato i due video-intervista inseriti da Daniele. I due direttori d’orchestra danno giudizi. Fanno affermazioni forti. Su quali basi?... Non mi pare di sentire molto “metodo” nel loro argomentare. Eppure dentro di me sento molta affinità – tanta! – con quel che dicono.

Di questa o quell’opera d’arte (non solo musicale) possiamo solo avere impressioni, opinioni…

Ma che siano sincere! E che siano frutto di una relazione profonda, vitale.

Poi, affiancandole, possiamo scoprire che le nostre impressioni somigliano a quelle di molti altri.

E l’argomento Beethoven, a quanto pare, è un bell’esempio in tal senso.

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Risposta 54 di LucaCavaliere

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danielescarpetti ha scritto:

come mai cè tutt'ora ancora questo enorme bisogno di Beethoven?

Personalmente trovo una risposta in quelle parole del discorso funebre lette da Grillparzer

«... Se esiste ancora un senso della totalità in questo mondo andato in frantumi, raccogliamoci intorno alla sua tomba».

Bisogno di Beethoven? = Bisogno di (musica) in cui sia ricomposto in unità un mondo (anzitutto il mio interiore) andato infrantumi.

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Risposta 55 di ttw

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Faccio la parte dell'avvocato del diavolo:

- la musica di Bach è stata scritta prima di quella di Beethoven ma è stata divulgata molto dopo (grazie Mendelssohn)

- la musica di Beethoven è stata scritta quando quella musica era giusta per la causa Napoleonica

- A me risulta che il mondo non sia l'occidente, non so a quali dati statistici ci si riferisce (fonti, please), nel caso mi risulta che li di europeo tiri di più l'opera....

Già meditare su questi temi può essere d'aiuto.

Ste classifiche sono disponibili?

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Risposta 58 di danielescarpetti

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Come direbbe un mio caro amico " e poi ci meravigliamo se i nostri politici sono così".

Allora lo ripeto per l'ultima volta poi...basta!!!!

Non sto riferendomi alla musica tout court, ma sto riferendomi a quella musica che solitamente viene eseguita nei teatri in occasioni di stagioni sinfoniche e cameristiche e che, a volte viene eseguita sulle piazze.

Mi riferisco alle integrali di sinfonie, concerti, sonate per pianoforte, chiaro?

Detto questo mi sento però di dover dare una risposta a Oracolo.

Sono d'accordo certamente su questo: in generale a me sembra che ognuno voglia vedere quello che vuole...!

Allora io sono perfettamente a conoscenza del fatto che la musica di Bach è straordinariamente moderna ma mi domando e ti domando: tu dov'eri quando da solo in questo forum ho dovuto sostenere la modernità della musica di Bach?

Ma veniamo all'uso della musica di Bach ai giorni nostri: mi domando e ti domando, quanti di quelli che ascoltano la musica rivisitata di Bach, si interessino poi di ascoltare l'originale? Sarebbe interessante questo.

Sto pensando a questo famoso brano, ad esempio:

Secondo te quanti di quelli che lo hanno amato della mia generazione e delle seguenti, si sono presi la briga di andare ad ascoltare l'originale e cioè questo:

E fra quelli che l'hanno fatto, sempre secondo te, in quanti ne sono rimasti estasiati e quanti no?

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Risposta 59 di Bianca

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danielescarpetti ha scritto:

No, Bianca non sei tu che ti spieghi male, sono io che ho dei grossi limiti! 🙂

Dal mio punto di vista un "criterio concreto di valutazione" potrebbe eventualmente servire se qui noi volessimo determinare chi è stato il più grande compositore. Naturalmente, quel criterio, dovrebbe essere condiviso da tutti e una volta approvato, sarebbe pressoché insindacabile, a prescindere sempre dai gusti legittimi di ognuno di noi.

Ma non è questo il punto della questione!

La domanda dunque, sorge spontanea: come mai cè tutt'ora ancora questo enorme bisogno di Beethoven?

Vorrei solo chiarire che non sto contestando i tuoi punti di vista, anzi. Sto cercando di capire come poter dare una risposta sensata ai quesiti che ti poni. E uno dei miei suggerimenti è proprio quello di "limitare" il campo di applicazione del problema. Definire un criterio di valutazione significa innanzitutto quello. Nessun criterio concreto potrebbe determinare un assoluto né tanto meno essere condiviso in assoluto. Questo sarebbe un criterio utopico, non pratico. La stessa domanda che incomincia con un perché, richiede un criterio assoluto, anche se alla fine termina con un nome proprio. Un criterio pratico deve partire dal basso, essere anche banale, se vuoi, ed essere condiviso da qualcuno, mica da tutti. Da quel punto lo estendi, poco alla volta, sino a che riesci ad aumentare la condivisione, o almeno a non diminuirla.

Ho letto il topic suggerito da Pio: interessante certo, ma non è il punto di partenza che intendo, tutt'altro. E l'"aiuto!" di Luca è proprio quello che necessita. Un criterio di questo genere non te lo puoi costruire da solo, anche se fossi la più acuta delle menti, proprio perché difetterebbe di condivisione.

Non so se riesco a spiegarmi, ma non è nulla di trascendentale quello che sto cercando di dire.

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Risposta 60 di Frank

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http://www.pianoconc...-ruolo-sociale/

Carino l'esempino del Maestro Prosseda...se lo dice lui che suona da per tutto...nel mondo...

Inventare nuove forme di comunicazione della musica: non solo concerti in teatro. Proporre la musica classica dal vivo anche a piccolissime dosi, con micro-concerti di 5-10 minuti nelle scuole, nei luoghi pubblici, nei centri commerciali, in abitazioni private, potrebbe forse creare gradualmente un maggiore interesse e sfondare quel muro di gomma che divide la gran parte delle persone dall’ascolto di una sonata di Beethoven

Cavolo, fra tutti proprio Beethoven...poteva prendere Bach...no?

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